Il più europeo dei produttori
di Bénédicte Prot
01/04/2005 - Nato a Lisbona nel 1950, il produttore polivalente Paulo Branco studiava chimica prima di diventare nel 1974 programmatore al cinema Olympic, diretto da Fréderic Mitterrand. Nel 1979 si lancia nella produzione. Oggi vanta più di 110 film al suo attivo, e la fortuna di aver lavorato con prestigiosi registi come Raoul Ruiz, Manoel de Oliveira, Wim Wenders, João Botelho, Chantal Akerman, Philippe Garrel, Patricia Plattner, Laurence Fereira Barbosa... Il produttore a cui la Cinemateca Francese dal 1992 ha dedicato l'omaggio dal titolo « Bravo Branco: al più europeo dei produttori », ha abbracciato anche il mestiere di distributore. Oltre a lavorare come produttore a Lisbona (Madragoa Filmes) e a Parigi (Gemini Films), dove è anche distributore ed esportatore, Paulo Branco è il secondo esercente e distributore di cinema in Portogallo (Atalanta Filmeset Medeia Filmes). Si distingue per il suo attaccamento al cinema europeo ed ai film d'art e d'essai.
Per rievocare Andre Valente [film focus] e la sua carriera, ci ha concesso un'intervista durante l'ultima Berlinale.
Cineuropa: Quanto tempo è stato necessario per trovare i finanziamenti e fare il film?
Paulo Branco : Non molto tempo. Sei mesi. Si tratta di un piccolo budget, finanziato in gran parte da fondi portoghesi, come l'ICAM e la televisione portoghese RTP. Ho inoltre attinto ai fondi della mia società Atalanta Filmes.
Lei interviene a ogni livello della produzione?
Sì. Quando mi sono lanciato nella produuzione in Inghilterra con la Spider Pictures, mi sono reso conto che quel sistema all'americana non lascia spazio ai produttori indipendenti. Là il produttore si limita a scoprire dei talenti, e non ha un vero potere decisionale. La libertà e il diritto di scelta per me sono essenziali.
Come interviene sulla parte artistica dei film, nel caso di Andre Valente per esempio?
Cambia di volta in volta. Ogni film è una nuova avventura. Per Andre Valente ho discusso con Catarina Ruivo dopo il montaggio; anche lei gode di grande libertà e ha tutta la mia fiducia. I film spesso non sono altro che il frutto di un incontro.
Quali sono secondo lei le tendenze del cinema portoghese?
È difficile parlare di tendenze in un paese che produce da 8 a 10 film all'anno; ma la metà è composta da film di qualità, il che rende il nostro cinema interessante. Detto questo, non mi considero un produttore portoghese ma un produttore tout court... un produttore europeo.
























