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SAN SEBASTIÁN 2017 Nuovi registi

Blue My Mind: un pericoloso ed ammaliante ottovolante emozionale

di 

- SAN SEBASTIÁN 2017: La regista ed attrice zurighese Lisa Brühlmann presenta il suo primo, intrigante lungometraggio al San Sebastián International Film Festival (Nuovi registi)

Blue My Mind: un pericoloso ed ammaliante ottovolante emozionale

Ricca di un lunga esperienza come attrice e recentemente laureata in regia alla Zürcher Hochschule der Künste, Lisa Brühlmann esordisce con un film molto personale che scivola progressivamente verso il soprannaturale lasciando lo spettatore incerto riguardo allo sviluppo degli eventi che sfilano davanti ai suoi occhi. Provocante e rinfrescante Blue My Mind [+leggi anche:
trailer
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intervista: Luna Wedler
scheda film
]
, che si proietta in Nuovi registi al Festival di San Sebastián, si ci obbliga a rivedere il nostro concetto di “normalità”, ci spinge a giocare col fuoco in compagnia della giovane e risoluta Mia (Luna Wedler), protagonista del film.

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“Hai tutto, santo cielo!” grida all’inizio del film il padre di Mia rimproverandola per l’ennesimo scatto d’ira contro sua madre. Ma cosa s’intende per “tutto”? Questo è appunto il perno attorno al quale si sviluppa la metamorfosi della protagonista quindicenne di Blue My Mind imprigionata in un corpo, in una casa, in una società che non le corrispondono ma delle quali è incapace di liberarsi. Di certo a livello materiale niente gli manca (la ricca e per certi versi asettica periferia nella quale i suoi genitori si sono appena trasferiti sembra funzionare a circuito chiuso) ma ben più profondamente, negli abissi del suo corpo in mutazione Mia ha davvero tutto?

Come un vulcano in eruzione la protagonista di Blue My Mind sembra muoversi in automatico, spinta da un istinto sempre più incontrollabile, come ipnotizzata dal suo stesso coraggio. Decisa a stordirsi con dosi massicce d’alcool ed incontri occasionali che si trasformano in routine, Mia precipita sempre più giù decisa a correre a perdifiato pur di allontanarsi dalla strada tutta tracciata che si profilara all’orizzonte. Ma una volta toccato il fondo avrà davvero il coraggio di risalire? E se la redenzione si annidasse proprio negli abissi? 

I forti contrasti utilizzati da Lisa Brühlmann per filmare i visi dei suoi protagonisti (spesso mostrati controluce, quasi anneriti o al contrario illuminati in modo accecante) mette in evidenza la violenza incontrollabile che li abita. Rivoltati contro una logica del compromesso che sembra invadere tutto il loro quotidiano riflettendosi nell’agire degli adulti che li attorniano, Mia ed i suoi compagni sono affamati d’estremo. Nessuna via di mezzo è possibile, ciò che li fa vibrare è il rischio, un richiamo quasi animale che mantiene compatta la muta di adolescenti.

Se da un lato gli adulti cercano di razionalizzare verbalmente le situazioni (interessantissima la scena in cui Mia incontra un trentenne, conosciuto in una chat, che cerca invano di discutere con lei), è invece attraverso il corpo che i protagonisti di Blue My Mind si esprimono. Un dialogo fra sordi che ci fa meditare su quella parte di noi, forse la più vera e misteriosa, che l’età adulta ci ha strappato. “Vorrei poter premere pausa per sempre. Sarebbe così cool!” dice un’amica a Mia mentre si riposa sulle sue gambe durante una festa improvvisata. Invece bisogna avanzare, cercando di sacrificare il meno possibile della propria istintualità. Oppure come Mia, ci si può rifiutare di sacrificare il benché minimo istinto, preferendo un metaforico esilio nel profondo degli abissi al dolore di un tradimento. Un film epidermico per una regista a fior di pelle.

Blue My Mind è prodotto dalla Zürcher Hochschule der Künste insieme alla Tellfilm GmbH e alla Schweizer radio und FernsehenSRG SSRBe For Films si occupa delle vendite all’internazionale.

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