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ROTTERDAM 2018 Perspectives A History of Shadows

Gli indesiderati d'Europa: la fuga più incerta

di 

- Il quinto film dell’italiano Fabrizio Ferraro, una coproduzione tra il suo paese e la Spagna, ricrea poeticamente gli esodi del passato con echi nel presente

Gli indesiderati d'Europa: la fuga più incerta

Le diaspore, gli esili e la fuga sono, sfortunatamente, temi di scottante attualità, poiché non smettono di riempire i titoli dei giornali. Guerre, dittature e un futuro incerto spingono ogni giorno troppe persone a intraprendere un cammino verso un luogo dove poter vivere con dignità, un paradiso lontano che comporta un lungo percorso di ricerca, segretezza, rischio, paura, pericolo e stanchezza. Questo viaggio altrove è il filo conduttore di Gli indesiderati d'Europa [+leggi anche:
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scheda film
]
, quinto lungometraggio del cineasta italiano Fabrizio Ferraro che vede il ritorno alla produzione dello spagnolo Lluis Miñarro (leggi la news) e che questo venerdì, 26 gennaio, viene presentato nella sezione Perspectives - A History of Shadows del Festival di Rotterdam.

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Proprio le ombre sono un elemento narrativo primordiale in un film girato in un bianco e nero bello ed eloquente che aiuta a comprendere l'oscuro disorientamento dei personaggi che, da entrambi i lati del confine tra Spagna e Francia, anelano alla salvezza oltre l'orizzonte. Sul lato spagnolo ci sono i repubblicani in fuga da Franco; sul lato francese, lo scrittore Walter Benjamin, che fugge dai nazisti e dai loro collaboratori. Uomini e donne, soldati e civili, bambini e un paesaggio che contempla quel pellegrinaggio, in due tempi diversi, separati da un anno (1939-1940), ma impassibile davanti al peregrinare di esseri umani che lasciano dietro di sé vite fatiscenti.

Girato nei Pirenei, parlato in catalano, francese e tedesco, e punteggiato dalla bella musica di John Cale e Pau Riba (che interpreta anche uno dei personaggi), Gli indesiderati d'Europa converte lo spettatore, appoggiando la videocamera sulla schiena dei fuggiaschi, in uno di loro. La clandestinità si plasma anche nelle sequenze in cui i sussurri, l'ansimare e il rumore dei passi diventano il suono preminente. Anche le parole dello scrittore tedesco risuonano in una voce off che denuncia lo smarrimento di un tempo che sembra condannato a ripetersi.

Gli indesiderati d'Europa, scritto da Fabrizio Ferraro a partire da un’idea di Claudia Landi, è una coproduzione italo-spagnola di Passepartout, Eddie Saeta e Rai Cinema, in collaborazione con l’Institut Jean Vigo-Cinémathèque euro-régionale de Perpignan. Delle sue vendite si occupa Eddie Saeta.

(Tradotto dallo spagnolo)

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