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BERLINO 2018 Generation

Recensione: Denmark

di 

- BERLINO 2018: Il primo lungometraggio del regista danese Kasper Rune Larsen è uno sguardo deciso su una piccola gioventù cittadina che è meno perduta di quanto sembri

Recensione: Denmark

Il primo lungometraggio di Kasper Rune Larsen, Denmark [+leggi anche:
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, che avuto la sua première internazionale nella sezione Generation 14plus del Festival di Berlino, segue una giovane coppia che prende una via diversa nello sviluppo del loro rapporto: si avvicinano solo dopo che lei dice di essere incinta. 

Denmark è ambientato in un mondo di giovane promiscuità, erba e alcool, un mondo di una fluida consapevolezza sociale basata su una smisurata disponibilità di informazioni e una vaga idea della morale e di cosa significhino veramente le emozioni. Quindi non è difficile immaginare una situazione in cui il ventiduenne e skater Norge (Jonas Lindegaard Jacobsen) viene improvvisamente sedotto dalla sedicenne Josefine (Frederikke Dahl Hansen), e viene persuaso solo dopo qualche giorno che lei è incinta. La cosa più difficile da aspettarsi è il modo in cui la loro relazione si evolve in un legame profondo ed emozionante, anche se può sembrare frivolo in quel contesto sociale.

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Vi sono molti film che analizzano la gioventù scatenata e ovviamente nichilistica, ma ciò che contraddistingue Denmark sono i protagonisti che sono lontani dal superficiale, remoto o indifferente. Norge è un ragazzo ben istruito e ha un lavoro in cui aiuta un giovane disabile, mentre il suo migliore amico Myre (Jacob Skyggebjerg) è molto bravo nel rap freestyle. Le loro conversazioni mostrano un elevato livello di sensibilità umana, aspirazioni e ambizioni, cosa che non ci si aspetta da un film che inizialmente ricorda qualsiasi cosa da Kids di Larry Clark, passando per Clip [+leggi anche:
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di Sofia Exarchou, ma certamente non li trattiene dal rimorchiare due ragazze per una notte di alcol, droga e sesso occasionale. Ciò viene presentato come molti altri eventi tematicamente significativi nel film, in maniera chiara e diretta, e senza alcun giudizio morale.

Denmark è un’esplorazione su diversi livelli di molti temi frequentemente trattati nel mondo occidentale moderno, con personaggi in carne ed ossa, le cui azioni sono naturali anche quando sono del tutto inaspettate. Questo potrebbe essere dovuto alla nostra errata percezione degli adolescenti, fondata sui principi che attribuiamo loro, ma l’approccio iperrealistico di Larsen con una videocamera sempre a portata di mano e un montaggio naturale, chiaro, semplice e non appariscente ci avvicina ai personaggi che, per noi, sono descritti abbastanza bene all’interno del copione perché gli venga dato il beneficio del dubbio; qualcosa che raramente facciamo per i gruppi sociali le cui caratteristiche viviamo in maniera superficiale e sui quali esprimiamo opinioni affrettate.

Mentre il titolo del film può essere ampio e magari autoironico, il trattamento dei personaggi e la vita che rappresenta non lo è affatto. Un film diretto e schietto che infonde una tematica ben trattata con sfumature e sensibilità.

Denmark è stato prodotto dalle società danesi Radiator Film e Anti Film, e Wide ha i diritti internazionali.

(Tradotto dall'inglese da Francesca Miriam Chiara Leonardi)

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