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BERLINO 2018 Panorama

Recensione: When the Trees Fall

di 

- BERLINO 2018: Il primo film di Marysia Nikitiuk, proiettato al Panorama, è intenso e pieno di vitalità, proprio come la vita di un teenager

Recensione: When the Trees Fall

La giovinezza ha il suo fascino e la sua maledizione – una teenager fa molte cose per la prima volta, ma ogni piccola cosa negativa che succede sembra essere una tragedia di proporzioni epiche. Vitalità e dolorosa intensità vanno mano nella mano e le difficoltà legate alla crescita a volte non vogliono proprio passare. Questa combinazione descrive in maniera accurata When the Trees Fall [+leggi anche:
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intervista: Marysia Nikitiuk
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, il debutto della sceneggiatrice e regista ucraina Marysia Nikitiuk, proiettato nella sezione Panorama del Festival di Berlino.

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Diretto con grande abilità e talento, il film tuttavia manca di una certa sostanza e moderazione, rafforzando l’immagine dell’Ucraina – e dell’Europa Orientale, del resto – come posto meraviglioso ma arretrato e opprimente che causa solo sofferenza ai propri abitanti. La storia si apre in una pittoresca campagna ucraina e segue la teenager Larysa, che sgattaiola fuori da casa di sua nonna per fare l’amore con il proprio fidanzato, un giovane delinquente di nome Scar. Presto, si vedrà con i suoi amici per avventurarsi in una missione che avrà un travolgente colpo di scena. Intanto, Larysa viene cacciata da sua nonna conservativa e va a vivere con sua madre, che è più interessata a cosa possano pensare e dire le persone su sua figlia piuttosto a ciò che prova in quel momento l’adolescente. Il terzo personaggio principale del film è la piccola Vitka (la sorprendente e affasciante Sofia Khalaimova), una ragazza diligente e curiosa, secondo cui il mondo reale e quello della fantasia coesistono.

Mentre la storia avanza, si vede come Larysa sia sottomessa alla generazione di donne più anziane e stia perdendo la sua vitalità interiore. Ambientato in un presente indefinito, il film si muove tra la sensuale natura circostante, la triste e cupa città, e il magico mondo di Vitka. Ma non è tutto: la regista si prende alcune pause mentre procede, mostrando certe peculiarità dell’Ucraina, come i discorsi scomodi e difficili fatti durante le cerimonie di famiglia come i matrimoni, i momenti di razzismo che scatenano episodi di violenza e naturalmente il bere vodka.

Nikitiuk ha chiaramente un talento nel dirigere gli attori e le scene che hanno diverse intensità e ritmi emotivi, un’impresa non facile per una regista emergente. Sa anche come scegliere i propri collaboratori – i direttori della fotografia polacchi Michał Englert e Mateusz Wichłacz hanno lavorato in maniera prodigiosa nel creare questo mondo visivamente persuasivo e coerente. L’estetica del film è chiaramente ispirata ai lavori di Andrzej Wajda, Andrei Tarkovsky, Elem Klimov e Carlos Reygadas che sembrano essere esempi molto popolari tra i registi esordienti di oggi. When the Trees Fall fa venire in mente un altro debutto ucraino, The Tribe [+leggi anche:
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di Myroslav Slaboshpytskiy, violento ed emotivamente intenso come il film di Nikitiuk, ma che offre una storia più fresca e uno stile più singolare. Si spera che Nikitiuk abbia appena riscaldato i muscoli e messo a lucido le proprie abilità, e che il suo prossimo film, Seraphima, sia un miglior trampolino di lancio per il suo talento.

When the Trees Fall è stato prodotto da Igor Savychenko, Roman Klympush, Volodymyr Filippov, Serge Lavrenyuk, Izabela Wójcik, Violetta Kamińska, Dariusz Jabloński e Darko Basheski. Le società di produzione coinvolte sono Directory FilmsMessage FilmFokus In, mentre la distribuzione internazionale è gestita da Latido Films.

(Tradotto dall'inglese da Francesca Miriam Chiara Leonardi)

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