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SHEFFIELD DOC FEST 2018

Recensione: A Northern Soul

di 

- Proiettato in apertura allo Sheffield Doc/Fest, il nuovo film del regista di A Syrian Love Story, Sean McAllister, è uno sguardo su Hull, città britannica della cultura 2017

Recensione: A Northern Soul

La voce fuori campo del documentarista Sean McAllister all’inizio di A Northern Soul, proiettato allo Sheffield Doc/Fest 2018, descrive una città britannica in crisi. La città portuale di Hull una volta era conosciuta come la porta d'ingresso per l'Europa, ma dopo otto anni di austerità e un confuso voto sulla Brexit, è a un bivio. C'è un barlume di speranza: nel 2017, Hull è stata la Città della cultura del Regno Unito, un evento che si svolge ogni quattro anni e che promuove l'arte e la cultura come mezzo di celebrazione e rigenerazione. L'evento è stato creato all'indomani dei significativi benefici sociali ed economici registrati nel Merseyside dopo che Liverpool è stata nominata Capitale europea della cultura 2008.

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Seguendo un modello simile al suo premiato A Syrian Love Story [+leggi anche:
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scheda film
]
(2015), McAllister cerca una piccola storia personale all'interno di un contesto politico più ampio, e trova anche il tempo per inserire se stesso nel quadro. Il suo protagonista è Steve Arnott, un operaio di fabbrica che ha convinto la sua compagnia, Arco, a fornirgli un autobus e un'apparecchiatura sonora nell'ambito delle celebrazioni della Città della cultura, in modo da poter realizzare il suo sogno di creare un Beats Bus, che viaggi nelle scuole e nelle aree popolari per incoraggiare i bambini poveri ad esprimersi attraverso l'hip-hop. Sempre in voiceover, McAllister ci informa che un bambino su tre che cresce a Hull lo fa in condizioni di povertà.

La maggior parte del film si concentra su Steve. È un ritratto comprensivo, poiché apprendiamo che è tornato nella casa di sua madre dopo il fallimento del suo secondo matrimonio, e che vede sua figlia solo un fine settimana su due. Steve è in crisi finanziaria, poiché ha accumulato debiti e il suo lavoro è a rischio. Ma nonostante tutti i suoi problemi, ha ancora un cuore d'oro. Il suo lavoro sul Beats Bus ha risultati sorprendenti, e si impegna davvero per migliorare la vita degli otto bambini che compongono la Beats Bus Crew. L'affinità di McAllister con Steve deriva dal suo stesso background: come Steve, lui è di Hull. McAllister va a casa dei suoi genitori e li usa per mostrare come la città e la Gran Bretagna abbiano offerto maggiori opportunità alla generazione dei suoi genitori. Il regista ci racconta come ha lasciato la scuola a 16 anni e ha lavorato in una fabbrica per nove anni, prima di trovare una via di fuga facendo film.

A Northern Soul è una celebrazione del potere dell'arte di trasformare le vite sullo sfondo dell'austerity e delle difficili condizioni di lavoro. Steve è il rappresentante della crisi di un'intera città, un uomo della classe operaia che viene lasciato indietro dalla folla dei wine bar; tuttavia, sogna ancora in grande.

Il problema è che il film manca di affondo. McAllister spesso sacrifica un buon lavoro fotografico per ottenere momenti intimi, e mancano la portata epica e gli elementi di sorpresa che rendevano A Syrian Love Story un'esperienza così trasformativa. Gran parte del dramma sembra accadere fuori dallo schermo, i grandi eventi sono discussi e non visti, e McAllister è apparentemente riluttante a darsi al giornalismo investigativo o a scavare troppo nelle cose, il che è frustrante in quello che altrimenti potrebbe essere un instant movie sulla "Broken Britain".

A Northern Soul è una produzione 10ft Films per  BFI e BBC 2, in associazione con Sharp House.

(Tradotto dall'inglese)

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