email print share on facebook share on twitter share on google+

CANNES 2005 Palmarès

Un risultato controverso

di 

La 58ma edizione del Festival di Cannes si è conclusa con un palmarès giudicato bizzarro da diversi osservatori, un tocco finale molto rappresentativo del fossato che sta allontanando sempre più il cinema d'autore da un'industria dominata dagli imperativi commerciali. Se la Palma d'oro a L'enfant [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Luc & Jean-Pierre Dardenne
scheda film
]
dei fratelli Dardenne, il Gran premio a Jim Jarmusch (Broken Flowers) e il premio alla regia a Michael Haneke (Caché [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Margaret Menegoz
intervista: Michael Haneke
scheda film
]
) si iscrivono nella logica del riconoscimento al cinema d'autore, i due premi a The Three Burials of Melquiades Estrada (Tommy Lee Jones miglior attore e Guillermo Arriaga migliore sceneggiatore) hanno stupito molti critici. Non che questa produzione franco-americana fosse indegna del festival, ma premiarla con due riconoscimenti su sette appare forse eccessivo. Le grandi discussioni in seno alla giuria hanno portato a un palmarès di compromesso, come dimostra anche il Prix du jury al cinese Wang Xiaoshuai per Shangaï Dreams che ha annoiato la maggior parte del pubblico del festival.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Con il suo imponente corteo di registi confermati, la selezione ufficiale ha lo stato di salute della cinematografia mondiale. I giovani registi non riescono a eguagliare i loro maestri e da questi ultimi sulla Croisette non è arrivato nemmeno un capolavoro. Fatta eccezione per la giovane americana Miranda July - che con il film d'esordio ha fatto una prestigiosa tripletta conquistando il Sundance e i premi della Semaine de la Critique e della Caméra d’Or - sono mancate grandi rivelazioni nelle sezioni parallele. E se il giovane cinema portoghese lascia intravedere qualche possibilità per il futuro, stessi spiragli di luce con l'ungherese Kornel Mundruczo o il britannico Thomas Clay, le nuove leve europee devono fare ancora tanta strada per raggiungere la vecchia guardia. Un ragionamento che si applica in particolare al cinema francese, piuttosto sfornito quest'anno di giovani talenti. Tuttavia il vecchio Continente ha trovato in Joyeux Noël [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Christian Carion
intervista: Christophe Rossignon
scheda film
]
di Christian Carion un ambasciatore che pur non avendo convinto del tutto i critici ha conquistato pubblico e buyers. Un successo che gli permetterà di portare il vessillo europeo nelle sale di tutto il mondo insieme a L’Enfant dei fratelli Dardenne, un perfetto prodotto adatto al gusto dei cinéphiles di tutto il mondo.

(Tradotto dal francese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.