L’esperienza cinematografica di Amer
di Aurore Engelen
28/04/2010 - Amer [trailer], opera prima di Hélène Cattet e Bruno Forzani, esce questa settimana sugli schermi belgi. Sebbene la distribuzione sia confidenziale (CNC lancia il film in due copie), si tratta di un lungometraggio potenzialmente cult. Dalla la sua lunga tournée nei festival, dove ha intrigato tutti, e in molti casi convinto, il film è tornato con diversi riconoscimenti: l'ultimo, lo scorso weekend a Copenhagen, dove si è aggiudicato il premio della migliore opera prima.
Amer, più che un film, è un'esperienza cinematografica. Ispirato ai gialli italiani degli anni '70, li libera del loro pretesto narrativo (l'indagine poliziesca) per concentrarsi sull'esplorazione visiva e sonora del genere. Niente storia, ma un'immersione nel cuore dei fantasmi di Ana, una variazione sui simboli universali dell'erotismo e del sadismo. I dialoghi, quasi assenti, lasciano spazio a un lavoro certosino sul suono, che miscela rumori angoscianti (del dente che digrigna, della lama che stride, dei sospiri esangui…) e vecchie musiche "all'italiana" (Morricone, Cipriani). Per la gioia degli amanti del genere.
Anonymes Films prosegue così il suo lavoro sui film di genere (noir fantastico e pulp), in coproduzione con Tobina Films e con il sostegno del Centre du Cinéma de la Communauté française de Belgique e del dipartimento delle Alpi Marittime.
Questa settimana escono anche tre film francesi: Comme les cinq doigts de la main [trailer] di Alexandre Arcady, Le Refuge [trailer] di François Ozon e Liberté [trailer], in cui Tony Gatlif si misura con il genere storico, seguendo ancora una volta una comunità di gitani, qui confrontati con il regime di Vichy. Da notare anche l'uscita di Harry Brown [trailer] del regista inglese Daniel Barber.
(Tradotto dal francese)































