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Fuochi d’artificio per La guerre est déclarée

di Fabien Lemercier

Fuochi d’artificio per La guerre est déclarée13/05/2011 - Preceduto da una grande mediatizzazione e proiettato ieri sera fuori competizione alla 50ma edizione della Settimana Internazionale della Critica del Festival di Cannes, La guerre est déclarée [trailer] di Valérie Donzelli ha decisamente confermato gli elogi che l’avevano preannunciato. Raccontando una storia molto personale (una storia vera vissuta dalla cineasta e attrice e dal suo compagno attore Jérémie Elkaim) e universale (la gravissima malattia di un neonato), il film evita brillantemente la trappola dell’eccessivo spargimento di lacrime grazie a uno stile molto singolare, estremamente dinamico e che avvolge le emozioni in un distacco vibrante che ha suscitato un entusiasmo eccezionale nel pubblico della Settimana.

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Una festa, della muscia rock, sguardi intensi : è il colpo di fulmine. Lei si chiama Juliette (Valérie Donzelli) e lui Roméo (Jérémie Elkaim). “È uno scherzo?” chiede lei. “Siamo destinati a un fato terribile” si diverte a dire lui prima di un bacio impulsivo seguito da uno schiaffo dato a Juliette dal suo accompagnatore. I due amanti fuggono, si scoprono e si amano: un idillio raccontato in tempi accelerati in una Parigi romantica di passeggiate in bicicletta. Arriva anche un bebé di nome Adam e nonostante le difficoltà classiche del ruolo di genitori giovani, “ Roméo et Juliette sono una coppia felice. La vita si apre a loro” come sottolinea la voce fuori campo molto letteraria che li accompagna nella storia. Ma un dramma sta per travolgere le loro vite.

A 18 mesi Adam non cammina, vomita spesso e ha la testa leggermente piegata da un lato. Preoccupata, la coppia consulta un pediatra che nota un’assimmetria facciale. Romeo e Giulietta vengono risucchiati in un vortice quando scoprono che devono consultare un neurologo, riesconono ad avere un appuntamento per l’indomani a Marsiglia (dove Juliette ha un nuovo lavoro) e passano una notte in preda all’angoscia: la guerra è dichiarata. Adam ha un tumore al cervello e bisognerà operarlo. Choc, urla, dramma familiale. L’indomani queste sono le spiegazioni del chirurgo: il tumore sta invadendo i nervi e comprime il tronco celebrale, l’operazione durerà nove ore e non avrà conseguenze. Paura, dubbi, tempo sospeso. L’operazione riesce, ma il tumore è maligno: Adam dovrà sottoporsi alla chemioterapia sino all’età di 5 anni e poi alla radioterapia. Bisognerà cercare di sopportare tutto questo, organizzare la propria vita intorno a un nuovo ospedale, sopravvivere psicologicamente, scoprire i protocolli medici e le stanze sterili, trovare distrazioni per dimenticare, continuare ad amare e ad amarsi nonostante l’abbattimento o la disperazione (il tumore si rivelerà essere una variante aggressiva con 10% di possibilità di sopravvivenza). Vivere e sperare...

Innovazioni formali, momenti musicali, un umorismo molto presente nonostante la gravità dell’argomento, un’energia stupefacente e un’interpretazione perfetta offrono a La guerre est déclarée un’alchimia ideale tra la potenza delle emozioni e la leggerezza stilistica. Un’unione che fa pensare a una rivisitazione molto moderna dello stile di François Truffaut. Meritando senza alcun dubbio la sua aurea di film-evento sulla Croisette , il lungometraggio di Valérie Donzelli, venduto all’estero da Wild Bunch, porterà sicuramente Roméo, Juliette e Adam sugli schermi di tanti paesi.

(Tradotto dal francese)

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