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The Other Side of Sleep: tra sogno e incubo

di Domenico La Porta

The Other Side of Sleep: tra sogno e incubo14/05/2011 - Atmosfera sonnolenta alla Quinzaine des Réalisateurs con l'opera prima di Rebecca Daly, The Other Side of Sleep [trailer]. La regista irlandese diffonde lentamente i suoi effluvi di tragedia nel cuore di un thriller adattato al ritmo della sua interprete principale, una sonnabula cronica impersonata da Antonia Campbell-Hughes.

Arlene è una giovane anima solitaria che lavora in una fabbrica sperduta nel Midland irlandese. Una mattina si sveglia nella foresta, stesa accanto a una ragazza morta. Mentre la polizia avvia un'inchiesta, Arlene si avvicina alla famiglia della defunta, ma deve anche gestire le sue uscite notturne, sulle quali non riesce ad avere il controllo…

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The Other Side Of Sleep gioca con le aspettative dello spettatore affossando il ritmo del thriller classico. La regista prende il suo tempo e instaura un clima vicino a Qui a tué Bambi? di Gilles Marchand o della serie danese The Killing, con una storia di omicidio soffocata nei meandri di una piccola città dove i sospetti non mancano. Rebecca Daly, che ha anche scritto la sceneggiatura, non ha pensato al personaggio di Arlene come una detective in erba. Sono le similitudini con l'omicidio di sua madre, che non ha conosciuto, ad immergere Arlene in un intrigo volutamente allentato fino all'estremo. Ogni incontro non porta altro che risposte ambigue e soggette a interpretazione.

Inoltre, la minaccia dell'assassino viene gradualmente relegata in secondo piano mano a mano che Arlene si priva del sonno e mette in atto stratagemmi per restringere la sua libertà notturna. La ragazza diventa la minaccia di se stessa, ma continua a mantenere un'apatia non dimostrativa che complica il lavoro narrativo. Partendo da poco, Rebecca Daly s'impone il gravoso compito di significare tanto ed è lì che interviene un senso molto spiccato della regia. Ogni inquadratura è minuziosamente composta per esprimere quello che Arlene cerca di frenare: l'emozione. Per essere un'opera prima, Rebecca Daly riesce a creare un clima pesante che evita volontariamente ogni possibilità di suspense. Il ritmo narcolettico di The Other Side Of Sleep è in perfetta armonia con il suo soggetto, il che rende il film singolare e molto promettente.

(Tradotto dal francese)

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