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Generazione liquida e incesto ne Gli sfiorati di Matteo Rovere

di Vittoria Scarpa

Generazione liquida e incesto ne Gli sfiorati di Matteo Rovere23/02/2012 - Una generazione distratta, senza punti fermi, che vive molto afferrando poco, negli anni Ottanta come ai giorni nostri. E' tratto da un romanzo uscito oltre vent'anni fa e scritto da Sandro Veronesi (già autore del libro che ispirò il film con protagonista Nanni Moretti, Caos Calmo [trailer, film focus]), il secondo lungometraggio di Matteo Rovere, Gli sfiorati [trailer]. Il film, in sala dal 2 marzo, è il racconto ad andamento lento di un dramma esistenziale che ruota attorno a un amore impossibile, quello fra due fratellastri, e popolato da personaggi smarriti, tormentati, liquidi, sullo sfondo di una Roma caotica, strafottente, immersa nelle sue rovine e nei suoi riti mondani.

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Trasportati ai giorni nostri, "gli sfiorati" hanno il volto di Méte (Andrea Bosca, presto sugli schermi in Magnifica presenza [trailer] di Ferzan Ozpetek) e Belinda (Miriam Giovannelli): lui è un ombroso grafologo, lei un'adolescente alla ricerca di sé. Sono fratellastri, non si sono quasi mai incontrati, ma sono costretti a passare sotto lo stesso tetto la settimana che precede il matrimonio tra il padre che hanno in comune (Massimo Popolizio, ex manager calcistico con codino) e la madre di lei. Tra i due nasce un legame ambiguo, mentre attorno a loro si muovono personaggi comprimari inquieti, in continuo movimento: i più sfiorati di tutti, Damiano (Michele Riondino), agente immobiliare e seduttore seriale, e Beatrice (Asia Argento), pierre egocentrica e instabile; e poi Bruno (Claudio Santamaria), collega di Méte, appassionato grafologo e attento osservatore del mondo degli Sfiorati.

"Un film di scrittura, che mischia la leggerezza con un tema importante", lo definisce Rovere. "Un racconto sulla tentazione, più che sull'incesto", chiarisce la sceneggiatrice Laura Paolucci (anche produttore delegato) che ha scritto il film insieme al regista e a Francesco Piccolo, pur ammettendo che, nella pellicola come nel libro, tutto porta a desiderare la scena d'amore tra i due fratellastri per "rimettere in dubbio le proprie certezze". Ed è proprio quella scena, probabilmente, ad aver fatto incorrere Gli sfiorati nel divieto ai minori di 14 anni, cosa non nuova per il regista trentenne visto che già il suo primo film, Un gioco da ragazze [trailer] era incappato nella censura (leggi la news). Dopo un appello in Commissione, il provvedimento è rientrato e il film sarà visibile per tutti, in 80 sale, distribuito da Fandango, che lo ha prodotto insieme a Rai Cinema (budget 3 milioni di euro).

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