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Visions du Réel, tra emozione e transizione

di Emmanuel Cuénod

Visions du Réel, tra emozione e transizione20/03/2012 - L'emozione attraverso il documentario: è la sfida principale del prossimo festival Visions du Réel. Luciano Barisone, direttore della manifestazione, ha insistito sul fatto che i circa 110 film che saranno proiettati dal 20 al 27 aprile a Nyon, in Svizzera, sono tutte opere che fanno "ridere, piangere e pensare, che non è un'esclusiva degli intellettuali". Un modo, per il nuovo ideatore di Visions du Réel, di aprire ancora un po' la sua programmazione al grande pubblico "che oggi guarda più volentieri i documentari".

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Se la Svizzera domina quest'anno il programma con 23 titoli selezionati, la Francia, la Germania e il Belgio saranno ugualmente ben rappresentati, con opere disseminate praticamente in tutte le sezioni del festival. La competizione internazionale dei lungometraggi ne è un esempio: tra Après le silence, ce qui est dit n'existe pas di Vanina Vignal (Francia, Romania), Comme des lions de pierre à l'entrée de la nuit di Olivier Zuchuat (Francia, Grecia, Svizzera), Damas, au péril du souvenir di Marie Seurat (Francia, Siria), De Wetten van Matthijs di Marc Schmidt (Olanda), Die Lage di Thomas Heise (Germania), Ein Versprechen di Peter Levin (Germania), Kovasikajuttu di JP Passi e Jukka Kärkkäinen (Finlandia), Le thé ou l'électricité di Jérôme Le Maire (Belgio), Six faces d'une brique di Damien Monnier (Francia), The dark side of the sun di Carlo Hintermann (Italia), Vắng Bóng di Martin Otter (Germania) e Where the condors fly di Carlos Klein (Svizzera, Germania, Cile), le cinematografie europee rappresentano il 95% del programma.

Il concetto di "transizione" costituirà il filo rosso di questa edizione 2012 di Visions du Réel. "Il mondo cambia e il cinema non può che esserne il testimone", ha ricordato Luciano Barisone durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione. Per poi concludere: "La memoria e la speranza fanno parte di questa transizione: da una parte, si osserva da lontano la fine delle utopie e delle certezze del XX secolo, dall'altra, la nascita di un sentimento di rivolta e di altre possibili utopie più modeste e a misura d'uomo. Tra le due, la gente soffre, lotta, sogna, si diverte. Ha ancora voglia di vivere".

(Tradotto dal francese)

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