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Meno soldi per le produzioni straniere girate in Europa?

di Domenico La Porta

Meno soldi per le produzioni straniere girate in Europa?20/05/2012 - L’Unione europea sta elaborando un progetto di legge che propone di diminuire i sussidi accordati alle produzioni non europee girate nel Vecchio continente. Motivo, questo, di nuove preoccupazioni per l'importante mercato delle coproduzioni con i paesi membri. Attualmente, gli aiuti ammontano a 3 miliardi di euro all'anno.

La notizia è arrivata durante l'evento annuale organizzato dall'Osservatorio Europeo dell'Audiovisivo al Festival di Cannes. Si tratterebbe di creare una nuova distinzione in funzione dell'origine europea o no del richiedente l'aiuto. Al momento, tale distinzione non esiste e le produzioni non europee possono aspirare agli stessi sussidi dei film europei se sono girate o coprodotte con uno stato membro.

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La Commissione europea teme gli abusi, perché da questo sistema è nata una concorrenza accanita tra alcuni paesi membri che utilizzano il denaro pubblico per attirare grosse società di produzione, principalmente americane. E' il caso della Gran Bretagna e dei suoi 250 e più milioni di euro ottenuti per produzioni maggioritarie hollywoodiane nel 2011, grazie al suo sistema di credito d'imposta. La Commissione europea teme che questi sussidi vadano a discapito delle piccole produzioni europee, che in tal modo non possono più emergere.

Questo però senza contare lo sviluppo dell'equipaggiamento tecnico e del know-how europeo conseguente a questo nuovo afflusso di lavoro, che necessita spesso di un alto livello di specializzazione. Sono state formate delle persone, sono stati fatti degli investimenti e tutto questo ha rispercussioni importanti sulla competitività europea e il suo impatto sull'industria audiovisiva mondiale. Se tale proposito dovesse essere adottato, è facile prevedere che queste industrie si sposterebbero fuori dall'Unione europea indebolendo così la sua posizione ma non il numero di film, che continuerebbero a essere prodotti altrove senza il minimo beneficio per l'industria dei paesi membri.

Oltre alla diminuzione dei fondi concessi, la proposta prevede anche che il 100% dell'aiuto sia speso nel paese membro, invece dell'80% attuale. Un'altra fonte d'inquietudine per i professionisti, ben coscienti che tale modifica avrebbe come effetto di uccidere le coproduzioni che hanno vincoli di multi-territorialità, che siano interamente europee o no.

(Tradotto dal francese)

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