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Cosmopolis: l’apocalisse del capitale

di Domenico La Porta

Cosmopolis: l’apocalisse del capitale25/05/2012 - Per il suo 20mo lungometraggio, il regista canadese David Cronenberg ha scelto di adattare un'opera dello scrittore Don DeLillo, noto per i suoi universi oscuri e i fiumi di parole che trascinano il lettore nel caos. I due autori sono campioni del profetismo malsano che mescola il fantastico con la filosofia, e il festival di Cannes ha celebrato il loro incontro con la selezione di Cosmopolis [trailer] nella competizione ufficiale.

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Cosmopolis è il racconto ipnotico di una giornata nella vita di un golden boy sul punto di cedere il suo impero alla crisi economica. Con una febbrile nonchalance, attraversa una New York in preda al caos, protetto dall'abitacolo della sua limousine high tech e insonorizzata. Il capriccio del giorno? Un taglio di capelli dall'altra parte della città paralizzata dalla polizia e dalle proteste. Questa odissea al ralenti è ritmata dagli incontri con sua moglie, la sua amante, i suoi collaboratori e qualche nemico che lo porterà al punto di non ritorno.

Cronenberg ama sorprendere. Da un'opera all'altra, la sua filmografia segue una curva asintotica affascinante. Il suo cinema è unico e continua a reinventarsi sulla base di alcune tematiche fondamentali: violenza, assurdità e fantascienza al servizio di una perenne esplorazione della condizione umana. Ma come adattare un racconto così criptico che può essere interpretato in mille modi? Compito non troppo arduo per il regista che aveva già saputo fare del suo adattamento de Il pasto nudo un'opera completa, potente, sviante e fedelmente evocatrice dell'assurdo monumento originale. Di fedeltà si può parlare anche in questo caso giacché l'adattamento è anch'esso verboso, talvolta snervante, ma sempre sviante.

Cosmopolis è una favola apocalittica sulla cancrena della finanza e del capitalismo. La lotta di classe è schiacciata dal lento rullo compressore in fondo a una pentola in ebollizione. Tutto bolle, dal semplice simbolo (limousine, graffiti, torte in faccia…) alle teorie matematiche passando per i tanti discorsi astrusi. Quanto al cast, Robert Pattinson si rivela una scelta interessante, ma le esigenze del suo ruolo non gli permettono di differenziare il talento dalle qualità fisiche, e come attore dovrà cogliere un'altra occasione — più convenzionale — per dar veramente prova di sé.

(Tradotto dal francese)

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