Voie rapide : un pericoloso oggetto del desiderio
di Fabien Lemercier
07/08/2012 - La produzione cinematografica francese volge raramente, per non dire quasi mai, il suo sguardo verso il mondo dell'automobile, parte integrante della mitologia americana dei grandi spazi sfruttata in particolare a inizio anni '70 in film cult come Strada a doppia corsia di Monte Hellman e Punto zero di Richard Sarafian. Per questo, Voie rapide (titolo internazionale Freeway), primo lungometraggio di Christophe Sahr, distribuito nelle sale francesi l'8 agosto da Epicentre Films, è un caso davvero curioso, con un personaggio principale affascinato dalla sua Honda Civic gialla personalizzata e membro di un club di amanti del tuning. Una passione che lo porterà sull'orlo del precipizio.
Siamo nella banlieue parigina, in mezzo alle cités meno glamour e ad alti e affollati edifici immersi nel grigiore. Alex (Johan Libéreau) fa il magazziniere al supermercato locale dove sua moglie Rachel (Christa Theret) è cassiera. Sono giovani ma hanno già una figlia di due anni di cui Alex si occupa a malapena, o comunque mai in modo spontaneo. Il suo entusiasmo, il giovane uomo lo riserva esclusivamente alla sua macchina, che si premura di far brillare quando non è impegnato con i suoi videogiochi di corse d'auto o in giro di notte col suo amico Max (Guillaume Saurel), un mecccanico che condivide la sua stessa passione per motori roboanti e carrozzerie, cerchioni e accessori appariscenti.
Questa ossessione lega il laconico Alex alla piccola comunità di appassionati di tuning e gli offre un'inconscia via di fuga (illusione di perfezione, bellezza e ricchezza su cui si innesta il brivido della velocità e della potenza) da una vita noiosa e senza scopo. Ma questo provoca alcuni attriti con Rachel ("Mi piacerebbe andare al mare quest'estate") e discussioni sul costo della benzina ("Non parto senza la mia auto, vuoi scherzare?"). Conflitti che vanno aggravandosi dopo un episodio traumatico che Alex tiene segreto: una notte, investe un uomo e scappa. Deve ovviamente riparare i danni dell'adorata auto, ma è anche divorato dai sensi di colpa e comincia a spiare la madre del defunto (Isabelle Candelier)…
Ricco di sequenze ben riuscite sulla strada (corse, acrobazie spericolate), Voie Rapide è anche un ritratto sentito di una classe popolare povera (serate al Quick e al bowling) e di una gioventù immatura senza un vero progetto di vita. Il fatto di cronaca, catartico, dà al film di Christophe Sahr un'aura di suspense e l'occasione per scavare nella psicologia di un personaggio principale molto ben interpretato da Johan Libéreau. E a dispetto di qualche difetto minore, Voie rapide si rivela un'opera prima promettente di cui va menzionata la musica (le chitarre di Martin Wheeler e il brano dei titoli di coda A Guiding Light di Smog), che contribuisce all'atmosfera originale di questa produzione firmata da Sésame Films.
(Tradotto dal francese)





























