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I Am Yours: ritratto di donna senza concessioni

di 

- Con I Am Yours, Iram Haq offre un ritratto caustico di una giovane donna di oggi, sostenuto dalla bella energia della sua interprete principale, Amrita Acharia

I Am Yours: ritratto di donna senza concessioni

Mina è una giovane donna viva e affascinante, attrice un po’ dilettante, volubile in amore. Mina è anche madre del piccolo Félix di 6 anni, che fatica a crescere dopo la separazione dal padre. Tanto più che Mina è a sua volta una figlia trascurata, rimproverata e rifiutata dai genitori pachistani che non scherzano con il peso della tradizione e soprattutto dell’immagine che si dà agli occhi della comunità. La madre di Mina non si è mai ripresa dal divorzio di quest’ultima e le rinfaccia continuamente quello che non può riparare. Così Mina cerca l’amore, spesso nel posto sbagliato. Quando incontra Jesper, regista svedese di passaggio a Oslo, è pronta a tutto per trasformare il loro colpo di fulmine in storia d’amore, contro tutto e tutti, a partire da Jesper stesso.

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, Iram Haq offre il ritratto senza concessioni di una giovane donna perduta. Mentre cerca l’amore e vuole vivere senza costrizioni la sua vita di donna, Mina lotta maldestramente per conciliare le sue aspirazioni e la veste inadeguata di madre (e di figlia) che la società le impone, una veste al contempo troppo larga e troppo stretta, che la ostacola più di quanto non la protegga. Mina non è particolarmente amabile, il suo comportamento è sotto molti aspetti riprovevole, almeno sul piano morale, eppure l’energia che le dona la sua interprete (Amrita Acharia, vista in Game of Thrones) e la forza che le dà la regista la rendono, contro ogni aspettativa, attraente. Mina non è una vittima, si imbarca con consapevolezza in situazioni degradanti, si comporta male con suo figlio e dà complessivamente prova di un’irresponsabilità difficile da accettare, e pertanto, la sua lucidità la salva da un giudizio morale troppo affrettato. Invece di inorridire dinanzi alle sue sconsideratezze, la si accompagna nella sua difficile ricerca dell'amore, e soprattutto del riconoscimento e dell’accettazione.

Il trattamento naturalista applicato da Iram Haq evita gli artifici e concentra l’attenzione dello spettatore sulla lotta di Mina e le sue esitazioni, sull’allontanamento progressivo del piccolo Félix, sulla benevolenza un po’ disperata del padre del bambino e sull’egoismo vizioso di Jesper, che si prende gioco di Mina come un gatto che gioca col gomitolo di lana. Mina si ostina a vedere l’amore laddove c’è solo desiderio. E’ pronta a scendere a compromessi per raggiungere il suo scopo, anche i più dolorosi. Ma in fin dei conti, è il trattamento ingiusto che la società le riserva ad emergere da questo film schietto, che dipinge con pudore ma senza concessioni la vita quotidiana di una giovane donna imperfetta.

(Tradotto dal francese)

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