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Inside the Distance: la sfida della vita

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- Presente a Rotterdam il nuovo film di Elias Grootaers è un ritratto intimo dell'allenatore di boxe armeno Giorgi Shakhsuvarian

Inside the Distance: la sfida della vita

Il film di Elias Grootaers che partecipa alla 46esima edizione dell’International Film Festival Rotterdam, nella sezione Bright Future, s'intitola Inside The Distance [+leggi anche:
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. Partendo dall'assunto del regista Otar Iosseliani che dice che fare un film sulla vita di qualcuno è un crimine, il regista belga Elias Grootaers lo commette e porta sullo schermo la vita di Giorgi Shakhsuvarian, allenatore di pugilato armeno ma immigrato in Belgio da tredici anni.

Nonostante il soggetto affrontato sia la boxe, l'azione rimane spesso fuori campo e l'autore preferisce soffermarsi sui volti dei protagonisti (non solo Giorgi Shaksuvarian, anche il suo giovane pupillo), impegnati con le tante battaglie della vita.

La distanza del titolo può assumere diversi significati: c'è quella da casa, opportunamente sottolineata dal montaggio, c'è quella da tenere dall'avversario sul ring e la distanza di un lungo match di dodici rounds e infine quella della camera dall'oggetto filmato: il film è la storia dei rapporti tra queste distanze. “Mi piaceva l'idea del paragone tra cinema e pugilato” dice il regista presente in sala “tutto si riduce a tre cose: tempo, spazio e distanza”.

Sono proprio questi tre elementi chiave che permettono a Elias Grootaers di creare un linguaggio proprio, girando il documentario con libertà e fantasia; il campo è spesso vuoto o attraversato brevemente dagli attori: anch'esso un modo per filmare la velocità  dell'azione; l'alternanza tra quest'ultima e i momenti riflessivi passati in Georgia; le immagini d'archivio di film di famiglia, dai colori tenui, che si alternano al bianco e nero del presente.

Il documentario è narrato da Shaksuvarian stesso, ma la voce rimane fuori campo, distante appunto: e cosi si muove la camera, indugiando sui protagonisti fino a scavarne un profilo sia da vicino che da lontano, una maniera di filmare che ricalca la maniera di studiare l'avversario, implicando il fatto che essere un coach di boxe necessita una certa dose di saggezza e coraggio, la stesse qualità che necessitano a un regista – non a caso Giorgi Shaksuvarian è cinefilo – e che permettono a Grootaers di vincere la sua sfida con Iosseliani: non un k.o. ma una vittoria ai punti, in un match, come si direbbe in gergo, giocato sulla distanza. 

Il film è stato prodotto da Cassette for Timescapes con il supporto del Flanders Audiovisual Fund e la School of Arts Ghent. La stessa Cassette for Timescapes si occuperà della vendita.

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