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Il Parlamento europeo chiede di rafforzare Europa Creativa

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- Mentre è in preparazione la valutazione di medio termine, il Parlamento raccomanda un rafforzamento e alcuni aggiustamenti al programma culturale europeo

Il Parlamento europeo chiede di rafforzare Europa Creativa
Silvia Costa, in seduta plenaria il 2 marzo a Bruxelles (© European Union 2017 - Fonte: EP)

Riunitosi in seduta plenaria il 2 marzo a Bruxelles, il Parlamento europeo ha chiesto un aumento di bilancio del programma Europa Creativa "perché sia all’altezza delle aspettative dei cittadini europei e delle ambizioni di ciascun sotto-programma". I deputati si sono espressi anche a favore di una maggiore coerenza e trasparenza, e di un alleggerimento della burocrazia.

"Il programma Europa Creativa è oggi vittima del proprio successo", deplora la deputata italiana Silvia Costa che ha promosso la risoluzione votata in plenaria. La mancanza di risorse di bilancio porta a dei tassi di selezione molto severi (il 16% per i progetti culturali, il 32% per i progetti MEDIA); questo crea frustrazione nei creatori e negli operatori europei. "Occorre dimostrare un alto grado di trasparenza in caso di rifiuto di un progetto e giustificare rigorosamente questa decisione, per non compromettere la reputazione del programma con giustificazioni confuse", stimano i deputati. Questi difendono anche, nella valutazione dei progetti, "un miglior equilibrio tra la componente artistica e creativa e gli aspetti legati alla gestione e all’innovazione".

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Gli eurodeputati reclamano inoltre una alleggerimento delle procedure, ad esempio ampliando i meccanismi di sovvenzione forfettaria, facilitando l’accesso ai piccoli progetti di finanziamento e accorciando i tempi di pagamento. Nel settore MEDIA, sostengono la modifica del sistema automatico a punti "al fine di garantire una vera parità delle condizioni di concorrenza" tra i progetti, il rafforzamento del sostegno allo sviluppo di progetti, al doppiaggio/sottotitolaggio e ai circuiti di sale cinematografiche. Il sistema di aiuto ai videogiochi dovrebbe anche essere modificato per meglio corrispondere alle specificità del settore. 

Proiettata a medio termine, la risoluzione raccomanda infine di mantenere il programma fino al 2028, "inglobando tutti i settori della cultura e della creazione", e di sviluppare le coproduzioni "anche cooperando con le istituzioni faro del settore, come per esempio Eurimages". 

Giudicate "positive e costruttive", queste raccomandazioni sono state ben accolte dal commissario europeo Carlos Moedas (Ricerca e Innovazione): "Saranno prese in grande considerazione nella valutazione di medio termine" attesa per la fine dell’anno. Quanto ai vincoli di bilancio, "è previsto un aumento di budget da qui al 2020", ha assicurato.

(Tradotto dal francese)

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