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LEGISLAZIONE Europa

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Accordo su una quota europea del 30% per i servizi on demand

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- I ministri europei dell’audiovisivo sono giunti a un accordo che porta al 30% la quota di opere europee nei servizi on demand

Accordo su una quota europea del 30% per i servizi on demand
(sx-dx) Alice Bah Kuhnke, ministro svedese della Cultura e Democrazia; Francoise Nyssen, ministro francese della Cultura; Owen Bonnici, ministro maltese della Giustizia; Monika Grutters, segretaria di Stato parlamentare al ministero federale della Cultura tedesco, a Bruxelles

Al termine di una riunione fiume tenutasi il 23 maggio a Bruxelles, i ministri europei della Cultura e dell’Audiovisivo hanno finalizzato la loro versione della direttiva riveduta sui servizi di media audiovisivi (SMA), aprendo la strada alle discussioni in trilogo con il Parlamento e la Commissione europea.

La Francia, la Spagna, la Germania e l’Italia sono riuscite a creare una maggioranza per alzare al 30% (contro il 20% della proposta iniziale) la quota minima di opere europee imposta ai servizi di video on demand. Questi ultimi dovranno anche fare in modo che le opere europee siano messe in rilievo nei loro cataloghi con diversi mezzi come banner, strumenti di ricerca o creando una sezione specifica accessibile dalla loro homepage. I servizi di televisione tradizionali restano invece obbligati a riservare ad esse una porzione maggioritaria del loro tempo di trasmissione, e il 10% del loro palinsesto alle produzioni indipendenti.  

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Il Consiglio ha inoltre avallato l’idea di far contribuire i servizi alla produzione di opere europee, anche quando questi hanno sede sul territorio di un altro Stato membro; in quest’ultimo caso, il contributo dovrà basarsi sugli incassi registrati nel paese target, mentre il paese ospite dovrà tenerne conto nel calcolo del proprio contributo. I canali tv e i servizi VOD potranno optare tra un investimento diretto nella produzione o un contributo ai fondi di sostegno nazionali. I servizi con pubblico e giro d’affari ridotti ne saranno dispensati. L’opportunità di queste disposizioni è stata pertanto contestata da paesi come Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Finlandia e Regno Unito.

Anche se il principio del paese d’origine resta "la pietra angolare della direttiva", il compromesso negoziato dalla presidenza maltese del Consiglio chiarifica le regole di giurisdizione (criteri per l’unificazione dei servizi) e rafforza le misure di cooperazione tra le autorità di regolamentazione in caso i servizi transfrontalieri pongano problemi; è il caso di quando un servizio stabilitosi in un paese punta al pubblico di un altro territorio. Diversi paesi, come l’Ungheria e la Polonia, vogliono combattere così l’elusione da parte di alcuni servizi delle regole nazionali più strette e dettagliate. Identificato il problema, il regolatore nazionale che ha giurisdizione sull'operatore in questione dovrà rispondere entro due mesi.

Sempre a maggioranza è stata approvata l’estensione del campo d’applicazione della direttiva alle piattaforme di condivisione video e ai social network; è il caso delle piattaforme per le quali i contenuti audiovisivi costituiscono "una parte essenziale" dell’offerta. Questi media si vedono imporre delle regole strette in materia di protezione dei minori e del grande pubblico dinanzi a contenuti nocivi, di incitazione all’odio, alla discriminazione, alla violenza e al terrorismo.  

Last but not least, le disposizioni relative alla "comunicazione commerciale" (pubblicità, patrocini, product placement) saranno meno vantaggiose per gli operatori rispetto a quelle proposte inizialmente dalla Commissione europea; sul piano quantitativo, la pubblicità non potrà superare il 20% del tempo di trasmissione, sia nella fascia oraria 6-18 che nella fascia 18-mezzanotte. I film, telefilm e programmi d’informazione non potranno essere interrotti più di una volta ogni mezz’ora.

Un testo definitivo deve ora essere negoziato tra il Consiglio, la Commissione e il Parlamento europeo, seguendo la procedura del trilogo che comincerà nelle prossime settimane.  

Warsaw
EPI Distribution
LIM
 

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