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UNIC mette il cinema al primo posto al CineEurope

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- L’Unione internazionale dei cinema presenterà il report annuale 2017 all’evento di Barcellona

UNIC mette il cinema al primo posto al CineEurope

Alla convention sul cinema dell’UNIC presso CineEurope, che ha inizio oggi a Barcellona (lire la news), l’Unione internazionale dei cinema presenterà il report annuale 2017, che stabilisce i principali trend in Europa. In qualità di voce influente per gli operatori del cinema europeo su tematiche di interesse comune, l’unione delle associazioni dei cinema e degli operatori chiave partecipa in rappresentanza di 36 paesi.

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Al CineEurope 2017, è previsto un dibattito dal titolo “Women in Cinema – the Business Case”, che prenderà in considerazione la tematica della parità di genere nei ruoli di leader all’interno del mondo del cinema. L’UNIC, inoltre, quest’anno darà il via a un’iniziativa pilota durante l’evento: il Women’s Cinema Leadership Programme è un programma di consulenza paneuropeo e multidisciplinare riservato a dieci promettenti professioniste del cinema.

Nel 2016, i cinema dell’area UNIC hanno registrato un miliardo e 280 milioni di ingressi per 8,4 miliardi di euro di entrate, che rappresentano il 24% del mercato mondiale delle sale cinematografiche. Gli ingressi sono cresciuti del 2,8%, un record imbattuto da 12 anni. In Francia, gli spettatori sono aumentati del 3,8% rispetto al 2015, oltrepassando i 213 milioni, mentre in Russia sono cresciuti dell’11,6%, il che significa che sono stati staccati quasi 195 milioni di biglietti, il secondo miglior risultato nell’area UNIC, con una crescita al box office del 7,4%.

Nel 2016, gli ingressi al cinema pro capite nei territori dell’UNIC sono stati di media 1,6 all’anno, una leggera crescita di 0,1 punti. La quota di mercato delle opere nazionali nella stessa area è leggermente diminuita nel 2016, arrestandosi al 26,7%. La Turchia è il primo paese, con una quota locale del 50,7%, seguita dalla Francia con il 35,8%.

Il numero totale degli schermi è leggermente aumentato nel 2016, arrivando a circa 39.300, per una media di 52 schermi ogni milione di abitanti. La sala cinematografica continua a essere il luogo in cui si crea valore per la singola uscita di un film. A fronte di un incasso medio per visualizzazione di 0.20 euro, con i servizi VoD come Netflix, il prezzo medio del biglietto al cinema è di 6,6 euro, una notevole differenza.

Nonostante i cinema continuino ad attrarre un pubblico sempre più avanti con l’età, i giovani sotto i 25 anni rappresentano ancora il gruppo più ampio di presenze, il 20%-30% delle entrate, a seconda delle zone. Nei mercati in crescita, come quello della Polonia, della Repubblica ceca e della Turchia la quota rappresentata dai giovani, sul totale delle entrate, è in continua crescita, mentre nel Regno Unito il numero degli spettatori tra i 15 e i 25 anni è crollato del 7% tra il 2008 e il 2015.

Nel 2016, gli incassi totali al box-office si sono aggirati sui 38 milioni di dollari, in linea con le dinamiche di sviluppo del settore. Gli eventi al cinema, dall’opera ai video game online, rappresentano il 2%-3%  delle entrate europee.

L’obiettivo principale dell’UNIC è rappresentare gli interessi degli operatori del cinema europeo e le associazioni nazionali nelle trattative a livello europeo. A questo scopo, l’UNIC organizza anche delle giornate di sensibilizzazione per i membri di queste associazioni e con gli AD degli operatori principali del cinema europeo. “Miriamo ad aumentare le cifre per il 2017 e oltre”, dice Phil Clapp, presidente dell’UNIC. Un altro obiettivo fondamentale è stringere le relazioni con i responsabili politici e i rappresentanti dell’industria cinematografica dei vari stati europei. Consolidare le relazioni con le associazioni nazionali, con gli operatori e con le reti informali di cinema nell’Europa centrale e orientale è un’assoluta priorità, considerato che l’UNIC non ha alcuna rappresentanza in certi territori e il peso che queste regioni hanno nelle decisioni sulle politiche europee. Questo va di pari passo con il bisogno di una ancora più stretta collaborazione con tutte le organizzazioni cinematografiche che si trovano a Bruxelles.

Infine, l’UNIC collabora occasionalmente con i governi nazionali per assicurare che i cinema siano al centro delle strategie di crescita nazionale. “L’UNIC ha lavorato con molti rappresentanti dei governi per convincerli che aumentare l’IVA o le tasse sui prodotti culturali può dare un ritorno solo sul breve periodo, ma a lungo termine potrà creare danni all’industria culturale oltre che alle finanze statali”, precisa Clapp. “Per questa ragione, gli sforzi dell’UNIC, per il prossimo futuro,  andranno nella direzione di assicurare agli operatori dei cinema che l’Unione europea li sostenga nella proposta di esperienze cinematografiche uniche e diversificate, promuovendo allo stesso tempo un ecosistema cinematografico equo, competitivo e culturalmente diversificato”.

(Tradotto dall'inglese)

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