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Beast: sul filo del rasoio

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- TORONTO 2017: L’esordio di Michael Pearce è un film sfaccettato diretto in maniera magistrale e che sorprende continuamente

Beast: sul filo del rasoio
Jessie Buckley e Johnny Flynn in Beast

Racconto sfaccettato e complesso su un’attrazione fatale tra due anime complicate e fragili, Moll (Jessie Buckley) e Pascal (Johnny Flynn), il film d’esordio del regista britannico Michael Pearce, Beast [+leggi anche:
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, sta partecipando al Festival internazionale del film di Toronto nella sezione Platform. L’azione si svolge nell’isola di Jersey, i cui abitanti sono sconvolti a causa dei brutali omicidi commessi da un serial killer, una storia che ricorda la famigerata Bestia di Jersey, un molestatore di bambini che è sfuggito alla cattura per circa dieci anni negli anni ‘60. Pearce mescola con abilità i generi – thriller psicologico, horror e film sentimentale – per tenere la storia sul filo del rasoio quando la polizia inizia a sospettare che il misterioso Pascal sia il colpevole.

Come dimostra Beast, Buckley è un’attrice formidabile. Finora conosciuta per aver interpretato la Principessa Marya nell’adattamento di Guerra e pace prodotto dalla BBC nel 2016, l’attrice mostra una notevole capacità di interpretare vittima e carnefice nel difficile ruolo di Moll Huntford. In un primo momento è un personaggio che fa simpatia. Alla festa del suo ventisettesimo compleanno, la severa madre di Moll, Hilary, interpretata con freddo disprezzo da Geraldine James, mostra più interesse a festeggiare un annuncio a sorpresa di una gravidanza che il giorno speciale della figlia. Moll scappa via dalla sua festa e va in un nightclub, ed è qui che la storia inizia realmente a giocare con l’idea che il dolore non sia poi così lontano dal piacere.

Grazie alla bravura di Pearce, ci sono sempre due facce della medaglia nelle varie scene, dato che personaggi che inizialmente sembrano simpatici o stereotipati si trasformano presto in qualcos’altro. Dopo una lunga notte, Moll viene salvata da un’aggressione da un cavaliere dall’armatura scintillante, nelle sembianze di Pascal con una pistola. Con i suoi capelli sciolti e i suoi modi pacati, sembra quasi che sia uscito da un video di musica indie dei primi anni ’90. A lei piace, naturalmente.

La storia è narrata dal punto di vista di Moll e, man mano che si conosce meglio il suo stato psicologico, si ha l’impressione che lei possa essere un narratore inattendibile. Dobbiamo preoccuparci di Pascal o di lei – o di qualcun altro? Una scena meravigliosa e inquietante vede Moll seduta su una poltrona, la sua pelle è sporca di terra e il suo respiro e la sua postura sembrano quelli di un animale. È questa la bestia del titolo? È proprio in questi momenti che un personaggio che inizialmente era la vittima diventa qualcosa di unico, più feroce e predatore. Addentrandoci nella mente di Moll, un’essenza eterea esce allo scoperto. Potrebbe essere una protagonista di Lars von Trier per tutti questi suoi strani atteggiamenti. È una Cappuccetto Rosso a caccia del lupo.

Al contrario, quando si parla della sua travagliata vita privata, del suo lavoro come guida turistica e dell’indagine della polizia, le inquadrature sono talmente precise che ricordano quelle di Michael Haneke, un altro regista che ama rendere la quotidianità qualcosa di oscuro e torrido. Il film non ottiene proprio un ottimo risultato nelle scene che riguardano l’indagine della polizia, a cui manca un po’ di forza. Queste scene possono sembrare, infatti, un dramma familiare. Si tratta comunque di una cosa da nulla, in un film che sorprende continuamente. Un plauso speciale deve essere fatto al direttore della fotografia Benjamin Kračun, che riesce a mescolare la realtà e la fantasia con impercettibili miscugli nella tavolozza dei colori.

Questa produzione Agile Films e Stray Bear ha goduto della partecipazione di Film4 e BFI e ha avuto il supporto di TorinoFilmLab. Protagonist Pictures gestisce le vendite.

(Tradotto dall'inglese)

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