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ROMA 2017 Industria

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Al MIA di Roma 20 progetti da 14 paesi

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- La terza edizione del Mercato Internazionale dell’Audiovisivo di Roma (dal 19 al 23 ottobre) presenterà all’industria cinematografica progetti di lungometraggio, fiction e documentari

Al MIA di Roma 20 progetti da 14 paesi
Il regista ceco Vaclav Kadrnka

La terza edizione del MIA, Mercato Internazionale dell’Audiovisivo di Roma (dal 19 al 23 ottobre) presenterà all’industria cinematografica internazionale 20 progetti di lungometraggio cinematografico (fiction e documentari) provenienti da 14 paesi diversi, valutati e scelti dal comitato di selezione composto da Cristina Cavaliere (international Sales, Rai Com, Italia), Finola Dwyer (produttrice, Wildgaze Films, UK) e Jakub Duszynski (head of acquisitions, Gutek Film, Polonia).

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Mentre si conferma la presenza di Eurimages - il Fondo per il Cinema del Consiglio d’Europa – che assegnerà il Co-production Development Award di 20.000 euro, la novità di quest’anno è il MIA|EDI Visionary Award, un premio che mira ad aiutare quei progetti che riescono a innovare l’arte dello storytelling attraverso un utilizzo creativo ed eccellente degli effetti visivi.

Vediamo nel dettaglio i progetti selezionati: Duoè co-produzione spagnolo argentina per una regista spagnola emergente, Meritxell Colell Aparicio, già selezionata all’Atelier di Cinéfondation di Cannes. Il regista di Cork, Mikel Gurrea, esordisce nel lungometraggio sostenuto da Lastor Media, che aveva prodotto i film di due talenti catalani, Júlia ist [+leggi anche:
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di Elena Martín, e Long Distance [+leggi anche:
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di Carlos Marques-Marcet. Durendal è un progetto di animazione “per adulti” di Egidio Eronico e il produttore Partner Media Investment è lo stesso del documentario Michel Petrucciani Body and Soul di Michael Radford. Emil è firmato dallo slovacco Peter Bebjak, che con The Line [+leggi anche:
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aveva vinto il premio della regia al Karlovy Vary IFF. Il regista di I Hate Berlin, il rumeno Valentin Hotea, aveva portato il suo Roxanne [+leggi anche:
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ai festival di Locarno, Cottbus, Praga, Luxor e altri, mentre la Hi Film Productions può vantare l’Orso d’Argento alla Berlinale per la regia a Radu Jude con Aferim! [+leggi anche:
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. Il progetto svedese Madame Luna di Binyam Berhane era già stato selezionato nell’ambito del programma TRL Espresso, una collaborazione tra il London Production Finance Market e il When East Meets West di Trieste. Noah’s Ark è progetto di animazione brasiliano prodotto tra gli altri da Walter Salles. Nowhere del portoghese Marco Leão arriva dalla collaborazione del MIA con il Sundance, dove ha partecipato al Mediterranean Screenwriters Workshop. Pablo di Enrico Maria Artale è prodotto dalla Young Films di Roberto De Paolis, regista di Cuori Puri [+leggi anche:
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, presentato quest’anno a Cannes.

La polacca Agnieszka Zwiefka, premiata all’IDFA di Amsterdam per The Queen of Silence [+leggi anche:
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, è dietro al progetto Patagonia, presentato da Harine Films. Saving One Who was Dead (produttore Sirius Films) è del regista ceco Vaclav Kadrnka, premiato a Karlovy Vary per il precedente Little Crusader [+leggi anche:
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intervista: Václav Kadrnka
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. Il progetto del brasiliano Fabio Baldo, Sweet Hell Throughout the Galaxy, è prodotto da Glaz, mentre proviene dal laboratorio del Sundance il progetto americano di animazione “indie” The Cryptozoo Debut di Dash Shaw. The Outpost (Dugong Films) è un ambizioso documentario italiano di Edoardo Morabito, montatore di Liberami [+leggi anche:
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di Federica Di Giacomo, vincitore di Orizzonti alla Mostra di Venezia 2016. The Searchers (Temper Films) è un progetto del regista Andreas Prochaska, noto per The Dark Valley [+leggi anche:
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, candidato austriaco per l’Oscar e vincitore di 8 German Film Awards. The Tentmaster's Daughter di Isabel Anderton con Patchwork Productions è un progetto che ha già ricevuto il BFI script development funding. Tra i produttori di We Are the Winners di Giovanni Piperno c’è Matteo Garrone che sviluppa con Giovanni Pompili questa sorta di musical coming-of-age sociale nato da un laboratorio “sul campo” nella periferia romana. Yalda di Massoud Bakhshi è un progetto sulla condizione femminile in Iran di JBA Productions, già passato nel laboratorio del Sundance e alla Résidence di Cannes, mentre Caliber 9 è firmato da Renato De Maria (Italian Gangsters [+leggi anche:
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) e prodotto da Bibi Film di Angelo Barbagallo.

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