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SAN SEBASTIÁN 2017 Nuovi registi

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Le Semeur: l’uomo agognato

di 

- SAN SEBASTIÁN 2017: Il primo lungometraggio della francese Marine Francen, presentato nella sezione Nuovi registi, introduce lo spettatore in un villaggio abitato da sole donne

Le Semeur: l’uomo agognato
Pauline Burlet e Alban Lenoir in Le Semeur

Marine Francen, cineasta francese che debutta nella direzione di lungometraggi con Le Semeur [+leggi anche:
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, film che compete nella sezione Nuovi registi della 65a edizione del Festival internazionale del film di San Sebastián, dove ha avuto la sua prima mondiale, confessa di non aver studiato cinema, bensì di aver imparato lavorando. I maestri non le sono mancati, e di alto livello: la francese è stata aiuto regista, fra gli altri, di Michael Haneke in Amour [+leggi anche:
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e di Oliver Assayas in Qualcosa nell’aria [+leggi anche:
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, oltre a lavorare come produttrice con la compagnia di Ismail Merchant e James Ivory. Inoltre, Francen ha diretto in precedenza quattro cortometraggi.

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Ispirandosi liberamente al racconto L’homme semence di Violette Ailhaud, Francen e i suoi co-sceneggiatori Jacqueline Surchat e Jacques Fieschi (Yves Saint Laurent [+leggi anche:
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) hanno cambiato il luogo della storia originale (la Provenza) per le nebbie delle Alpi, dove è ubicato un piccolo villaggio che, nel 1852, viene visitato dalle truppe di Luigi Napoleone Bonaparte che, in una rappresaglia politica, si portano via tutti gli uomini del posto. Improvvisamente, i letti si svuotano e le donne sono costrette a costruire un micro mondo, quasi un incubo distopico, dove la mascolinità è stata violentemente sradicata.

Al centro di questo gineceo forzato c’è Violette, una giovane donna che stava per sposarsi prima dell'irruzione dei militari repressori. Francen cattura con la sua lente gialla l'intimità di queste donne, i loro lavori domestici, le loro riunioni e i loro dialoghi. Con il suo formato televisivo, lascia la musica e la grandiosità del paesaggio sullo sfondo per concentrarsi sulle emozioni sorprendenti dei suoi personaggi, intrappolati in uno stato di attesa quasi onirico. In una delle loro assemblee improvvisate, le protagoniste si giurano che se un giorno dovesse comparire un uomo da quelle parti, dovranno condividerlo per essere madri, poiché il tempo non perdona.

Come il lettore può immaginare, presto passa di lì uno sconosciuto e scoppia il conflitto. Che cosa ne è della solidarietà? E delle promesse? E dei sentimenti, sia dell’uomo desiderato che della donna eletta come oggetto del suo amore sincero? Francen affronta così temi come la sessualità femminile (che era lungi dall'essere aperta come quella attuale) con un’estetica che ricorda alcune opere pittoriche sulla vendemmia, un momento agricolo carico di simbologia in questo film.

Per il suo tema, Le Semeur può essere paragonato a L’inganno, film con cui Sofia Coppola ha ottenuto il premio della miglior regia all’ultimo Festival di Cannes, ma in questo caso l’assenza di violenza, la poetica della sua messa in scena e il suo approccio sensoriale lo allontana sia da quel film che dalla sua versione precedente, La notte brava del soldato Jonathan, firmato da Don Siegel nel 1971.

Le Semeur è una coproduzione tra Les Films du Worso (Francia) e Versus Production (Belgio). Sarà distribuito in Spagna da Bteam Pictures. Delle sue vendite si occupa Celluloid Dreams.

(Tradotto dallo spagnolo)

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