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Beyond Words: i limiti del linguaggio

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- SAN SEBASTIÁN 2017: Urszula Antoniak firma un saggio linguistico sotto forma di fiction sull’impossibilità di definire con le parole il sentimento nazionalista

Beyond Words: i limiti del linguaggio
Jakub Gierszal e Andrzej Chyra in Beyond Words

Il cinema esistenzialista della regista polacco-olandese Urszula Antoniak ha un nuovo antieroe. L'esperta nel dissezionare la psiche femminile delle tormentate protagoniste delle sue tragedie romantiche si immerge, per la prima volta, nella mente di un uomo sconvolto da una crisi di identità nazionalista grave quanto quelle che colpivano le martiri di Code Blue [+leggi anche:
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. Stavolta, il protagonista è un avvocato di Berlino, specializzato in casi di rifugiati, che si vedrà costretto a confessare il suo grande inganno quando suo padre torna dall'aldilà.

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Dall’inizio di Beyond Words [+leggi anche:
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, presentato in competizione al 65° Festival di San Sebastián, familiarizziamo con la vita da tedesco modello che conduce Michael (Jakub Gierszal), sia nella sua insignificante sfera privata, sia nel lavoro che svolge in studio. Ogni giorno, questo avvocato borghese si fa in quattro per difendere gli immigrati e i casi più meritevoli di asilo. Tuttavia, i commenti sui clienti non tedeschi che l'avvocato pronuncia dietro le loro spalle indicano una certa posizione xenofoba legata a un sentimento di superiorità morale camuffato. Ma la sua dissimulata avversione verso gli stranieri a cui presta i suoi servizi è il risultato di un altro segreto che il giovane si trascina da tutta la vita. La verità sulle sue origini verrà alla luce quando il fantasma di suo padre (Andrzej Chyra), che Michael considerava morto da decenni, riappare per punirlo per essersi vergognato delle sue radici polacche.

Beyond Words è un’eccezionale anomalia nella traiettoria artistica della regista di Nude Area [+leggi anche:
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. Nel suo quarto lungometraggio, Antoniak abbandona i suoi abituali racconti contorti di amori proibiti, puntando su un dramma sulle ricadute mentali di un immigrato che non riesce ad amare se stesso perché non è nato sul suolo tedesco. Questo film politicamente coraggioso, che prende forma attraverso un affascinante gioco di chiaroscuri, affronta la problematica del nazionalismo qualificandolo come un artificio soggettivo che trascende i limiti del linguaggio.

Selezionato a San Sebastián dopo la sua prima al Festival di Toronto, Beyond Words sostiene che non è possibile definire il nazionalismo, in quanto il suo significato va al di là delle parole.

Beyond Words è una produzione di Opus Film (Polonia) e Family Affair Films (Paesi Bassi). La compagnia tedesca Global Screen GmbH si occupa delle vendite internazionali.

(Tradotto dallo spagnolo)

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