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Circles of the Sun: un'odissea dark ambientata nel 2035

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- Alan Lambert ha presentato il suo nuovo ed entusiasmante film di fantascienza, con gli attori Yalda Shahidi, Dean Kavanagh e Jann Clavadetscher, all'IndieCork

Circles of the Sun: un'odissea dark ambientata nel 2035

La terza prima mondiale irlandese dell'IndieCork Film Festival è stato il film Circles of the Sun, quarto lungometraggio scritto, diretto, montato e prodotto dal produttore e artista visivo di Dublino Alan Lambert, il quale aveva già esplorato il genere fantascientifico con i suoi film Pushtar e The End of the Earth Is My Home. Lambert ha introdotto brevemente il suo nuovo lavoro e risposto a qualche domanda dopo la proiezione al Blacknight Festival Centre il 14 ottobre.

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Realizzato dalla casa di produzione irlandese Metal Dragon con la collaborazione di FilmBase, Circles of the Sun è stato girato in Lituania, a Kaunas e Vilnius, a Mosca e a Ballincollig (Irlanda), tra il febbraio 2016 e il marzo 2017. Il film è ambientato nel 2035: lo scacchiere geopolitico è completamente cambiato, gli stati che si affacciano sul Mar Baltico sono ora le forze economiche che guidano il continente europeo e sono in conflitto con la Federazione Russa. Internet e le tecnologie digitali sono stati eliminati durante lo stato di guerra e possono solo essere usati per ragioni di sicurezza dalle forze di polizia e dall'esercito. In questo contesto, Marcel (Dean Kavanagh), un disegnatore di identikit irlandese, e sua moglie, la criminologa Julia (Yalda Shadidi), giungono in una piccola città per incontrare David (Jann Clavadetscher), fotografo specializzato nell'olografia, il cui ruolo è quello di produrre documentazione sulle scene del crimine. David and Marcel, con l'aiuto delle fotocamere olografiche ad alta velocità “Femto”, iniziano a scoprire un mondo misterioso fatto di criminali invisibili e senza volto.

Il quarto lavoro di Lambert si iscrive con forza nel filone della produzione non convenzionale e concentrata più sulla creazione dell'atmosfera che sullo sviluppo della trama. La fotografia del film è al contempo affascinante e angosciante, dominata da un ampio uso di gradazioni di blu, chiaroscuri, ombre, close up estremi, dettagli e modifiche del montaggio. Il suo stile unico e un paesaggio sonoro creato magistralmente fanno vivere allo spettatore un'esperienza coinvolgente e claustrofobica, che scuote, confonde e invita il pubblico ad analizzare i vari livelli di significato e a provare a trovare tutte le possibili interpretazioni di ogni singola scena. L'interruzione costante del continuum spazio-temporale fa sentire chi guarda immerso in una sorta di vortice senza fine, che si modifica lentamente e conduce gli spettatori verso un nuovo capitolo della storia.

Le performance dei tre attori principali incarnano alla perfezione lo spirito della poesia visiva di Lambert. Infatti, i dialoghi sono ridotti al minimo e sono principalmente caratterizzati da azioni e da espressioni facciali. Il background da artista visivo del regista è sfruttato al massimo. Un budget maggiore avrebbe probabilmente amplificato il potere evocativo di alcune scene. Tuttavia, il risultato finale è gradevole e risponde alle richieste degli amanti delle produzioni sperimentali.

Infine, è doveroso menzionare la colonna sonora, caratterizzata da una forte eco proveniente dai lavori musicali di Vangelis, ma riarrangiata in modo molto originale con elementi di musica etnica provenienti da varie parti del mondo.

Circles of the Sun è una vera e propria esperienza cinematografica che privilegia un racconto non lineare, dialoghi ridotti all'osso e metafore visive. E, in seguito, scuote il pubblico con immagini potenti e ricche di suggestioni.

Metal Dragon, la casa di produzione irlandese dietro questo film, è anche responsabile della sua distribuzione nei festival e nelle sale.

(Tradotto dall'inglese da Michael Traman)

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