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Imago Mortis: Stefano Bessoni rinnova il genere fantastico

di Camillo de Marco

Imago Mortis: Stefano Bessoni rinnova il genere fantastico14/01/2009 - È possibile risvegliare dal sonno il cinema horror italiano dei maestri come Riccardo Freda, Antonio Margheriti, Mario e Lamberto Bava, Michele Soavi, Lucio Fulci, Dario Argento? Stefano Bessoni ne è convinto e ha perseguito il suo progetto per anni, realizzando Imago Mortis [trailer] sulla scia degli spagnoli Jaume Balagueró e Paco Plaza, Alejandro Amenábar, Juan Antonio Bayona. Con una sceneggiatura firmata assieme a Luis Alejandro Berdejo (sceneggiatore di REC [trailer, film focus]) e una coproduzione italo-iberica da 3 ml di euro (Sonia Raule per Pixtar e Alvaro Augustin per Telecinco Cinema, con l'irlandese I.I.D.), il 43nne ex aiuto regista di Pupi Avati ha firmato un gothic per amanti del brivido e della citazione cinefila: dall'espressionismo tedesco a Tim Burton, ogni immagine di Imago Mortis è un riferimento più o meno esplicito al genere orrorifico. “L'ambizione del mio film è quella di rilanciare il cinema fantastico, come sta avvenendo in Spagna”, spiega Bessoni, il cui film esce con Medusa il 16 gennaio in 200 copie.

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In una fatiscente scuola di cinema intitolata a F. W. Murnau, uno studente (il giovane attore spagnolo Alberto Amarilla, visto in Mare dentro [trailer]) scopre un antico strumento di morte chiamato thanatoscopio, creato dallo scienziato Girolamo Fumagalli per immortalare su una lastra l'ultima immagine fissatasi sulla rètina della vittima. Dietro lo strumento si cela un complotto dei docenti dell'istituto guidati dalla inquietante Contessa Orsini (Geraldine Chaplin). “Le immagini fotografiche mi hanno sempre spaventata a morte, è come un furto dell'anima. Per questo mi è piaciuto lo script del film”, spiega l'erede del grande Charlot che in Nashville di Robert Altman era proprio una reporter con macchina fotografica. “Stefano è un regista che ha creato un mondo unico, tutto suo”, aggiunge il protagonista Amarilla. Un mondo che è una celebrazione del cinema aperto a tutte le sfumature dell'occulto.

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