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Tales from the Golden Age: Mungiu & co. insieme per divertire

di Camillo de Marco

20/05/2009

Tales from the Golden Age: Mungiu & co. insieme per divertire

Narra la leggenda che dopo una proiezione di 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni [+leggi anche:
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uno spettatore si avvicina al regista vincitore della Palma d'Oro Cristian Mungiu e gli dice: "Accidenti, ci sono sempre più film da festival e sempre meno per il pubblico. Non potreste fare qualcosa per cambiare la situazione?".

Da questa richiesta è nato il progetto di Tales from the Golden Age [+leggi anche:
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, film collettivo ad episodi firmato da cinque registi (Cristian Mungiu con Ioana Uricaru, Hanno Höfer, Razvan Marculescu, Constantin Popescu) che sin dall'ironico titolo rivela le sue intenzioni: rievocare la vita dei romeni durante l'ultimo periodo della dittatura comunista (il peggiore) attraverso le cosiddette "leggende metropolitane", ovvero storielle ed episodi tramandati di bocca in bocca.

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L'idea di Mungiu, che ha prodotto il film con Oleg Mutu, era la stessa delle code davanti ai negozi che si facevano ai tempi del comunismo: non sapevi mai cosa avresti trovato. E così, differenti proiezioni del film avranno differenti combinazioni degli episodi, in modo che nessuno vedrà lo stesso film.

Con la sua vivacissima regia, la rievocazione sarcastica e finto-nostalgica degli anni 80, con la musica, il linguaggio, le immagini e gli stereotipi del tempo, Tales from the Golden Age coglie nel segno, offrendo una visione d'insieme di un popolo che tenta di sopravvivere, costretto affannosamente a cercare una logica nelle direttive del Partito.

Tre dei cinque episodi rivelano maggiormente l'aspetto comico del regime: l'attesa di una visita ufficiale dei dirigenti del Partito finisce in un folle giro sulla giostra che nessuno riesce più a fermare; in occasione della visita del presidente Giscard D'Estaing al fotografo ufficiale del quotidiano del Partito viene richiesto di ritoccare la foto in prima pagina in modo che il dittatore Ceausescu risulti della stessa altezza dell'altissimo collega; una famiglia riceve in regalo dal cugino di campagna un maiale vivo e nel tentativo di ucciderlo con il gas da cucina fa saltare in aria l'intero appartamento.

Gli altri due sono meno comici e del regime non denunciano soltanto la stupidità ma anche i pericoli: chi si arrangia per guadagnare qualcosa di più o ottenere dei beni di non facile reperibilità, come una dozzina di uova, rischia di finire in carcere.

Che siano storie realmente accadute o frutto della fantasia e dello humor romeno non ha importanza. Con la vitalità che gli deriva da un cinema che ha trovato finalmente il suo sbocco dopo anni di silenzio, questo film dalla geometria variabile ricorda quelli italiani degli anni Sessanta e Settanta, come ha sottolineato lo stesso Mungiu: popolari, diretti e divertenti.

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