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"Siamo di fronte a qualcosa che non si è mai visto prima e senza poter fare affidamento su esperienze precedenti"

Rapporto industria: Produrre - Coprodurre...

Flavia Zanon • Produttrice, Close Up Films

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La produttrice Flavia Zanon della compagnia svizzera Close Up Films, tra i Producers on the Move 2020 dell'EFP, parla della sua esperienza lavorativa e della situazione attuale del settore

Flavia Zanon  • Produttrice, Close Up Films

La produttrice Flavia Zanon, della società svizzera Close Up Films, selezionata tra i Producers on the Move 2020 dell’EFP, parla della sua esperienza lavorativa e della situazione attuale del settore.

European Film Promotion: Il coronavirus è una vera sfida per l'intera industria cinematografica. Che cosa significa per lei?
Flavia Zanon: Significa accettare che c'è molto poco che posso controllare e concentrarmi su ciò che posso effettivamente fare, giorno per giorno. Al momento sto provando a girare un film quest'estate e il tipo di domande che devo pormi sono abbastanza sconcertanti. I confini saranno aperti? L'assicurazione accetterà di coprirci? Posso chiedere a una squadra intera di rimanere in quarantena per nove settimane? Come troverò i soldi extra per pagare la suddetta quarantena? Riesco a ottenere un prezzo all’ingrosso per 8000 mascherine? L'intero script deve essere riscritto per adeguarsi alle normative? Queste normative saranno approvate dallo Stato in tempo per avviare la preparazione? Il film assomiglierà ancora al film che abbiamo immaginato? Come ho detto, l'effetto domino è sconcertante...

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In effetti, l'edizione di quest’anno di Producers on the Move sarà completamente digitale senza alcun contatto personale. Che cosa si aspetta dal programma? È ancora una buona occasione per lei?
Sento che oggi, forse più che mai, è importante per noi produttori parlare tra di noi. Stiamo affrontando qualcosa che non si è mai visto prima e senza poter fare affidamento su esperienze precedenti. Quindi riuniamoci tutti e facciamo brainstorming per una settimana. Sì, probabilmente avremo molte idee stupide e poco pratiche... ma se qualcuno se ne esce con una cosa concreta che può essere fatta per rendere le cose un po' più gestibili, sarà una piccola vittoria.

Partecipa agli aspetti creativi/artistici della creazione del film?
Adoro la fase di sviluppo. Assistere all'evoluzione di un progetto, tappa per tappa, dare input, condividere idee... È estremamente appagante! Se devo combattere con le unghie e con i denti per realizzare un progetto, devo sentirmi coinvolta.

Qual è stato il problema più difficile che ha dovuto risolvere come produttrice?
Tenendo presente la situazione attuale, mi mancano i giorni in cui il meteo era la principale contingenza che dovevamo affrontare...

Quali pensa siano le specificità dell’industria nel suo paese?
Vengo dalla Svizzera, un piccolo paese in cui parliamo quattro lingue. Questa è di per sé una sfida per il mercato cinematografico locale, che è frammentato. Facciamo affidamento quasi esclusivamente su finanziamenti pubblici per finanziare i nostri film. Ha i suoi pro e i suoi contro, ma penso che finora il sistema abbia dimostrato di essere affidabile, trasparente e coerente.

Quali progetti ci sono nel suo prossimo futuro? Dove si vede tra dieci anni?
Di recente ho iniziato lo sviluppo di un progetto cinematografico, Tanzanite di Kantarama Gahigiri. Il film è coprodotto dalla società sudafricana Urucu Media e sarà girato in Kenya, una nuova entusiasmante sfida per me.

Sto anche sviluppando il primo film documentario di Pauline Jeanbourquin, The Gift. Girato nell’arco di cinque anni, il film seguirà Aaliyah, una normale adolescente che vive nella campagna svizzera. Alla vigilia del suo quindicesimo compleanno, il suo bisnonno annuncia di averla scelta come sua unica erede. Riceverà il "segreto", un antico dono di guarigione...

Per quanto riguarda dove mi vedrò tra dieci anni... Spero di essere sul set di un film, preoccupandomi del meteo.

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(Tradotto dall'inglese)

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