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Eric Lagesse • Rivenditore

"Tutto si concentra su qualche film"

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Eric Lagesse • Rivenditore

Alla vigilia del Marché du Film del 62mo Festival di Cannes (dal 13 al 24 maggio 2009), il presidente direttore generale della società francese Pyramide International analizza per Cineuropa la congiuntura dal suo punto di vista di rivenditore internazionale e di distributore.

Cineuropa: Come si presenta il Marché du Film di Cannes in un clima economico mondiale teso?
Eric Lagesse: In quanto rivenditore, c'è una vera e propria crisi con sempre meno acquisti e territori compromessi. C'è tuttavia bisogno di comprare film, ma con maggiore prudenza. I compratori comunicano i prezzi da non superare per certi territori. E' più difficile far salire il prezzo di vendita a livelli eccezionali. Alcuni film possono fare faville, ma sono casi eccezionali. Il rischio è di sentirsi dire: ho pagato questo film talmente tanto che non posso comprarne altri francesi. Se un acquisto è sopravvalutato, tutti ne risentono. A parte queste eccezioni un po' miracolose, i prezzi di vendita sono fortemente calati in Europa come nel resto del mondo.

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Questo mercato cannense è dunque ancora più cruciale per i rivenditori?
E' stato molto debole l'anno scorso e rischia di esserlo anche quest'anno. Ma quando si ha il film che tutti vogliono, si fa un grande mercato. Tutto si concentra su qualche film e questi sono sempre di meno. Il mercato dei film d'autore scarseggia: le loro entrate in sala sono diminuite, quindi i distributori tentano di aggiustare i prezzi d'acquisto. Ma la competizione per il territorio francese continua in maniera molto vivace con numerosi distributori sul mercato.

Cannes resta un trampolino privilegiato per i rivenditori francesi con opere da tutto il mondo sulle loro line-up.
I francesi vendono bene, ci sono numerose società e molto sostegno da parte del Centre National de la Cinématographie (CNC) e di Unifrance che contribuiscono all'esportazione francese nel mondo. Produttori di tutti i paesi ci chiedono di occuparci dei loro film e altri cercano di coprodurre con la Francia. La politica culturale francese fa sì che l'attività di vendita resti dinamica in Francia, mentre è mezza morta in alcuni paesi e in grande difficoltà in altri. Allora, Cannes è effettivamente il paradiso: si svolge in Francia, in territorio conosciuto, con molti film francesi rappresentati. Ma non si venderanno tutti: ci saranno delle sorprese. Bisogna giusto fare promozione ed esporre i film il meglio possibile. I compratori di tutto il mondo si riuniscono a Cannes: quando si ha tutto il mondo a portata di mano, si è già un rivenditore felice.

Quali sono i pezzi forti di Pyramide quest'anno sulla Croisette?
Come rivenditore internazionale e distributore in Francia abbiamo La Famille Wolberg di Axelle Ropert alla Quinzaine des réalisateurs e Irène [+leggi anche:
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di Alain Cavalier al Certain Regard. Distribuiremo anche Ordinary People del serbo Vladimir Perisic, selezionato alla Settimana della Critica. Al mercato, abbiamo buone speranze su Fais-moi plaisir! (Please, please me!) di Emmanuel Mouret, una commedia esilarante in omaggio a Tati e Blake Edwards, e la coproduzione franco-belga Sans rancune! (No hard feelings!) di Yves Hanchar, un film nello stile di Les Choristes [+leggi anche:
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. Continueremo anche a pre-vendere su sceneggiatura Hadewijch di Bruno Dumont, che purtroppo Cannes non ha selezionato in competizione e che è un dono per i festival che verranno, così come Partir (Leaving) di Catherine Corsini del quale presenteremo un trailer, senza dimenticare The Mission of the HR Manager, il prossimo Eran Riklis.

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