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Pieter Van Hees • Regista

Dirty Mind

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Pieter Van Hees • Regista

Il giovane regista fiammingo Pieter Van Hees sarà presente al Festival di Karlovy Vary con Dirty Mind [+leggi anche:
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, secondo titolo di una trilogia dedicata all'amore e alla sofferenza. Il terzo capitolo, The Waste Land è già in preparazione.

Cineuropa: Dirty Mind è stato selezionato a Karlovy Vary. C'è da notare, da qualche anno a questa parte, una forte presenza del giovane cinema fiammingo nei festival internazionali.
Pieter Van Hees: E' da tanto che il cinema fiammingo partecipa ai grandi festival, con i film di Dominique Derrudere, Marc Didden o Frank Van Passel, che ha vinto anche la Caméra d’or. Oggi una nuova generazione emerge sulla scena internazionale. Ci conosciamo e spesso siamo amici. Ciascuno di noi ha il proprio universo, ma è vero che alcune tematiche comuni attraversano le nostre rispettive filmografie. Vi si trovano tante storie d'amore tristi. Ma credo che il valore che condividiamo sia soprattutto l'urgenza. Fare cinema per noi non è un mestiere, ma una questione di vita o di morte. Non è uno scherzo, ci si confronta spesso con difficoltà finanziarie, ma alla fine l'obiettivo è di scolpire emozioni grezze sul grande schermo. Credo inoltre che la mia generazione sia molto influenzata dal teatro fiammingo. Ora si affronta la recitazione in modo diverso, alla ricerca di una certa verità emotiva, senza pertanto passare per lunghe fasi di ricerca a monte.

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Sente affinità con i registi belgi francofoni?
Penso che le distinzioni si facciano in Belgio, ma che all'estero tutti i nostri film rientrino nella categoria del cinema belga: Dirty Mind, Aanrijding in Moscou [+leggi anche:
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sono soltanto diverse facce della stessa medaglia. C'è una certa ammirazione per il cinema vallone, che sembra difendere in maniera un po' più sistematica gli autori. Posso ritrovarmi nelle tematiche, nel modo di trattare i personaggi di Bouli Lanners o Joachim Lafosse.

Si parla di lei come un regista di genere: che ne pensa?
Non penso di fare film di genere. Al centro della mia voglia di girare, ci sono dapprima i personaggi. Quindi quando parlo di una giovane donna rinchiusa nella sua angoscia, il mio film prende i contorni di un thriller, mentre quando parlo di un uomo la cui personalità si sdoppia, tendo più verso la commedia. Ma alla fine, tutti i film sono di genere. Il film d'autore è un genere. Per me, il personaggio preesiste e determina l'orientamento stilistico della narrazione. La cosa più divertente di questa nozione di genere è di giocarci sopra per sorprendere o soddisfare le aspettative del pubblico. Quello che mi ispira sono soprattutto i destini, i personaggi, quelli di The Deer Hunter, Raging Bull, Apocalypse Now… O ancora Diego Maradona: un uomo pieno di talento, un genio del calcio che ha fatto sognare migliaia di persone, ma che è anche un uomo violento perso nella droga.

Dirty Mind è il secondo capitolo di una trilogia sull'amore e la sofferenza. A che punto è il terzo?
Ho ricevuto un aiuto alla scrittura a gennaio e ho appena finito si scrivere la sceneggiatura. Il film sarà prodotto da Epidemic, la società di Koen Mortier ed Eurydice Gysel. Left Bank [+leggi anche:
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parlava dell'amore di una ragazza di 22 anni, Dirty Mind dell'amore tra trentenni. The Waste Land parlerà della fine dell'amore, un poliziesco in cui la coppia è in crisi e vive in una città in crisi. La storia è liberamente ispirata alla poesia di T.S. Eliot ambientata a Londra dopo la Prima guerra mondiale. Ho voluto trasporre il tutto a Bruxelles e filmare questa città così poco vista al cinema, nella sua diversità culturale e inguistica.

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