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Declan Recks • regista / Eugene O’Brien • sceneggiatore

“In Irlanda il cinema è cresciuto grazie alla tv”

Declan Recks • regista / Eugene O’Brien • sceneggiatore

Declan Recks, regista di serie televisive di successo, e Eugene O’Brien, drammaturgo e sceneggiatore cinematografico, hanno incontrato il pubblico dell’Irish Film Festa di Roma diretta da Susanna Pellis dopo la presentazione della serie tv Pure Mule (2005) e il film Eden [+leggi anche:
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intervista: Declan Recks
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, adattamento cinematografico dell’omonimo e pluripremiato dramma di O’Brien. Pure Mule, già vincitore di cinque Irish Film and Television Awards, è uno dei maggiori successi della televisione irlandese. Eden, esordio di Declan Recks nel lungometraggio, ha vinto il Boston Irish Film Festival.

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In Eden si colgono delle analogie con Pure Mule, innanzitutto l'ambientazione...
Eugene O’Brien: Certamente, e questo non deve sorprendere. L'amore, la perdita, la follia, il week end, il pub sono tutti elementi comuni. Ma l'approccio è diverso. Pure Mule era una mini-serie in 6 parti per la tv. Eden è stato pensato per il cinema.
Declan Recks: Il successo di Pure Mule ci ha permesso di fare Eden.

In cosa consistente questa differenza di approccio?
E.OB.: Dal mio punto di vista di sceneggiatore quando si scrive per la tv si possono ceare dialoghi più lunghi e complessi. Il cinema spinge maggiormente sugli elementi visivi. Impieghiamo mesi per una storyline televisiva, che è la parte più difficile, scrivere poi la vera sceneggiatura è più semplice. L'ha detto anche David Chase, lo sceneggiatore dei Sopranos. Fare cinema è più difficile.
D.R.: L'intento era di rendere Pure Mule più cinematografico possibile, aumentarne il ritmo. Abbiamo girato in HD in 16:9. Ormai molte serie tv americane hanno un valore di produzione simile a quello del cinema.

I personaggi di Eden nascono da un'osservazione diretta?
E.OB.: Vengo dalle Midlands e i protagonisti sono incentrati su due persone che conosco. Ovviamente quando si scrivono dei personaggi si attua una commistione di varie elementi ma si mette dentro sempre qualcosa di se, dei propri ricordi e conoscenze.

Si nota una tecnica di ripresa diversa per caratterizzare i due protagonisti.
D.R.: Breda e Billy Farrell vivono sotto lo stesso tetto ma hanno mondi completamente separati. Dovevamo far risaltare punti di vista differenti, evidenziare vite interiori diverse. Quindi riprese classiche per Breda e macchina amano per Billy, scelta di colori differenti per ognuno. Sperando comunque che questi aspetti arrivassero allo spettatore in modo subliminale.

Veniamo al cinema irlandese, che sembra aver vissuto una crisi dal punto di vista degli sceneggiatori. Cosa è cambiato?
E.OB.: In Irlanda non abbiamo una storia cinematografica come in Italia o in Francia, abbiamo solo una grande tradizione letteraria con Joyce, Yeats... Abbiamo dovuto imparare a rendere visivo cioè che scrivevamo. Sono stati organizzati ottimo corsi per insegnare a pensare in termini più cinematografici e ciò ci ha permesso di crescere.
D.R.: Dal 2000 la televisione pubblica nazionale ha cominciato ad investire di più nelle serie tv, quindi abbiamo acquistato fiducia in noi stessi e maggiore esperienza.

E' sempre difficile fare il "prossimo film". Che progetti avete insieme?
D.R.: Gireremo uno special in due parti con i personaggi di Pure Mule rivisti ai nostri giorni: il paese è cambiato, c'è la crisi, manca il lavoro. Poi stiamo lavorando ad un nuovo progetto che consiste in un workshop della durata di una settimana, con 5 attori a lavorare su un soggetto. La sceneggiatura la scriveremo dopo: pensiamo che sia meglio investire più tempo con gli attori prima della stesura della sceneggiatura.

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