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Rocco Papaleo • Regista

Basilicata on my mind

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Rocco Papaleo • Regista

C'è una paesino in Basilicata dove si balla in tre, due ragazzi e una ragazza, perché le donne sono troppo poche. "Un omaggio al Jules & Jim di François Truffaut", dice Rocco Papaleo, attore in una trentina di film che a 50 anni ha coronato il suo sogno di regia: un film sulla sua terra, una regione schiacciata tra le più ingombranti Campania, Puglia e Calabria. "La Basilicata è un non luogo per eccellenza" dice Rocco, citando l'antropologo Marc Augé. Un non luogo da attraversare a piedi, come fanno i protagonisti di Basilicata coast to coast [+leggi anche:
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intervista: Rocco Papaleo
scheda film
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(in sala da venerdì 9 aprile), una commedia musicale on the road ricca di spunti sociali. "La questione del Sud è importante per me, ho questo fardello addosso ed è la mia passione, quella del film non è la Basilicata di un documentario, è l'idea che il personaggio ha della sua terra, è quello che stava nella mia testa di ragazzo, che ho conservato in una campana di vetro dei ricordi, un Sud capace di sogni velleitari e di avventure.

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Prima coproduzione italiana della Eagle Pictures Italia, il film parte dal cosiddetto "teatro canzone" creato da Giorgio Gaber negli anni '70 e sul quale Rocco Papaleo si è molto esercitato assieme al co-sceneggiatore Valter Lupo. "Con Valter faccio il teatro canzone da trent'anni, ed volevamo trasformarlo in una sceneggiatura per il cinema, anche se sono cose molto differenti, il teatro lo fai con due amici musicisti e pochi soldi". Il film in realtà ruota tutto intorno alle canzoni di Rocco. "C'era naturalmente un problema tecnico per il live, ci siamo affidati alla nostra capacità di fare subito e bene. Abbiamo girato molto, anche delle cose senza senso, ma alla fine con il montatore Christian Lombardi, anche lui al suo primo film, siamo riusciti a ricreare il linguaggio musicale del teatro canzone. E per me questo film è esattamente come una canzone, nella migliore delle ipotesi come una poesia: uno crea dei versi e li mette sul pentagramma, e raduna degli amici per suonare".

Amici d'eccezione, visto che all'arrangiamento dei brani, che hanno un'impronta fortemente jazzistica, ha partecipato Rita Marcotulli, una delle pianiste italiane più richieste a livello internazionale. "Un incontro fantastico per me, ero innamorato di lei, conoscevo la sua musica e i suoi dischi. Rita ha la sintesi in mano, è molto più di una pianista jazz, si è prestata e io sono ancora stordito per quello che ha fatto per il film". Tra i protagonisti del film, oltre ad Alessandro Gassman, Paolo Briguglia e Giovanna Mezzogiorno, c'è anche il cantautore Max Gazzè, muto e stralunato. "Max rimaneva zitto solo durante le riprese, in realtà è una fonte continua di saggezza. Io gli dico per esempio la parola swing e lui dice delle cose meravigliose, anche citazioni zen, ed io dopo pochi minuti mi perdo".

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