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Frédéric Boyer • Delegato generale della Quinzaine des réalisateurs

“I film europei sono ribelli e ricchi d'inventiva”

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Frédéric Boyer  • Delegato generale della Quinzaine des réalisateurs

Panoramica dei film europei selezionati da Frédéric Boyer, nuovo delegato generale della Quinzaine des réalisateurs, la cui 42ma edizione si svolgerà dal 13 al 23 maggio nell'ambito del 63mo Festival di Cannes.

Cineuropa: Quali sono le tendenze della produzione europea, stando ai film che ha visionato e selezionato?
Frédéric Boyer: La cosa sorprendente, e che fa ben sperare, è che nonostante la crisi economica che colpisce il cinema a livello di produzione, distribuzione e vendite, i film europei sono ribelli e ricchi d'inventiva: lavorano su nuovi formati, propongono la messa in scena di racconti decostruiti. Non c'era la volontà di selezionare opere prime, ma è il meglio che ho visto e corrisponde a ciò che amo: offrire un programma di cui non si conosca nulla, o poco. Ora bisogna mostrare questi film, apprezzarli e mandarli oltre frontiera.

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di Alicia Duffy

Un film molto solare sull'attrazione di un bambino per un altro. Un'opera prima con molta personalità, con una regia tutt'altro che classica, basata in particolar modo sugli sguardi.

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di Christoffer Boe

Un film di spionaggio ben riuscito, nello spirito di Klute o A cause d’un assassinat di Alan J. Pakula. Un lavoro sulla paranoia e la menzogna per il vincitore della Caméra d’Or 2003.

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di Renaud Barret e Florent de la Tullaye

Un documentario su un film in lavorazione da anni nei sobborghi più pericolosi di Kinshasa su un gruppo di musicisti handicappati che vivevano per strada e poi sono diventati famosi.

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di Jean-Stéphane Bron

La ricostruzione di un processo che non si è potuto mai tenere tra gli abitanti di Cleveland sfrattati a causa della crisi dei subprime e le banche di Wall Street. Un documentario straordinario, una storia terribile e appassionante girata come un thriller con i veri protagonisti.

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di Jean-Paul Civeyrac

Una regia audace e al contempo classica per il ritratto di alcune ragazze attratte dalla morte. Un realismo struggente, un lavoro minuzioso sulle inquadrature, la durata e gli sguardi, e ottimi dialoghi.

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di Olivier Masset - Depasse

Un film commovente ed estremamente realista sulla questione dei sans-papiers, girato in un centro di detenzione femminile. Un'attrice straordinaria, un montaggio serrato e una regia tra il Ken Loach di My Name Is Joe e il cinema dei Dardenne.

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di Michelangelo Frammartino

Un'opera sontuosa al limite del documentario, ma prima di tutto un grande film quasi muto ambientato in Calabria. Un viaggio poetico sulla scia del cinema di Ermanno Olmi.

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di Gust Vanderberghe

Un "coup de coeur" promettente. Un film molto divertente che si potrebbe collocare tra i quadri di Jérôme Bosch e il Bela Tarr burlesco, interpretato da tre attori di teatro affetti da sindrome di Down, e girato in scope bianco e nero.

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intervista: Philip Koch
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di Philip Koch

Un'opera prima piuttosto dura su un gruppo di adolescenti in riformatorio. Un film focalizzato sui giovani attori, ben dialogato, con un racconto forte e diverso da quelli della nouvelle vague del cinema tedesco.

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di Fabienne Bertaud

Un film molto originale, colorato, che non rispecchia l'immagine che si ha del cinema francese, ma piuttosto di quello indipendente. Il rapporto tra due sorelle, di cui una è pazza, in un paese di campagna, con Diane Kruger e Ludivine Sagnier.

> Todos vos sodés capitans di Olivier Laxe
Un film sensazionale girato in Marocco, a Tangeri, grazie all'ausilio di un'associazione che si occupa di bambini. Un'opera al limite del documentario in cui un regista insegna a fare cinema a dei giovani che non hanno mai toccato una cinepresa.

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di Katell Quillevéré

Un lavoro eccezionale per l'opera prima di una regista che ha avuto già un cortometraggio selezionato alla Quinzaine. Un film ambientato in campagna sulla redenzione e il rapporto con la fede.

Stones In Exile di Stefen Kijak (Proiezione speciale)
Un regista già notato per un lungometraggio su Scott Walker e sollecitato da Mick Jagger a trarre un film dai diversi documenti girati nei sei mesi di registrazione, in una villa della Costa Azzurra, dell’album Exile on Main Street dei Rolling Stones.

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