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Alessandro Borrelli • La Sarraz

Producers on the move 2012 - Italia

di 

- Cannes sarà un'occasione per promuovere nuovi progetti, consolidare partnership già esistenti e esplorare il potenziale network per co-produzioni europee

Alessandro Borrelli • La Sarraz

Dopo alcuni premiati documentari di creazione narrativi, spesso distribuiti nelle sale, La Sarraz ha prodotto l'opera prima di finzione dei fratelli De Serio, Sette opere di Misericordia [+leggi anche:
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, film molto apprezzato dalla critica e dal pubblico.

Cineuropa: Che bilancio può tracciare oggi del progetto con i fratelli De Serio?
Alessandro Borrelli: Sono estremamente soddisfatto dell'opera prima dei fratelli De Serio, che reputo tra i pochi giovani autori di cinema italiano ad avere una visione autentica. Si investe giustamente nelle storie e nella scrittura, ma fatte poche eccezioni, vedo spesso film dove la regia è piuttosto piatta oppure troppo "ispirata" ad altri autori. Nel cinema l’immagine deve avere un ruolo fondamentale.

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series serie

Ora lei sta puntando ancora su un'altra giovane promessa, Sergio Basso
Con Sergio da ormai due anni stiamo cercando di montare la produzione di un film ambientato in un campo profughi di esiliati politici in Nepal, E adesso torniamo a casa. L'approccio narrativo è molto originale e intendiamo lavorare a 360° utilizzando le potenzialità poco sfruttate in Italia offerte dalla "transmedialità". Per questo progetto abbiamo già un partner eccellente in Danimarca e siamo in trattativa con delle società francesi.

Negli ultimi anni in Italia le co-produzioni sono diminuite. Non pensa che siano delle occasioni perdute per la circolazione delle opere e la diversificazione dei finanziamenti?
L'Italia corre il rischio di contare sempre meno nell'industria audiovisiva internazionale se non si pongono dei rimedi: anche dei piccoli interventi, ma urgenti, sia nell'industria televisiva e distributiva, sia nelle istituzioni statali e regionali. Non abbiamo attualmente strumenti per coinvolgere produttori e attirare progetti internazionali importanti sul territorio italiano, fatta eccezione per il tax credit. Penso che la tv dovrebbe avere più coraggio a investire sui produttori italiani, anche minoritari, che creano un virtuoso rapporto di reciprocità con i Paesi europei. Lo stesso anche per i finanziamenti pubblici: immaginare una parte destinata al sostegno di co-produzioni minoritarie, creerebbe per noi tutti grandi occasioni di scambio.

Lei crede nel futuro a breve della distribuzione su piattaforme alternative dei film cosiddetti di qualità?
Vedo in futuro una distribuzione che si avvale nello stesso tempo della sala e della rete, partendo appunto dalla cross/transmedialità e quindi, in un secondo momento, dalla diffusione contemporanea del prodotto. In modo particolare i cosiddetti "film di qualità" possono solo giovare di questa soluzione. E anche le sale stesse. A patto che si provveda con urgenza a una soluzione che contrasti la pirateria.

Cosa si aspetta dall'esperienza di Producer on the Move a Cannes?
  Sarà un'occasione ancora più importante da sfruttare per promuovere i nostri progetti, per questo ringrazio molto EFP e Cinecittà Luce. L'obiettivo è quello di consolidare le partnership che già abbiamo e esplorare il potenziale network per le co-produzioni europee che offre questo evento. Proprio quest'anno abbiamo frequentato l'Atélier du Cinéma Européen con un altro progetto di Sergio Basso, Ti ho sulla punta delle dita, co-prodotto con la Cina. Oltre a un futuro, speriamo prossimo, lavoro dei fratelli De Serio, sto seguendo la co-produzione con la Francia del prossimo film di Eugène Green ambientato interamente in Italia e un progetto molto entusiasmante di Umberto Spinazzola sullo spreco alimentare, da ambientare interamente a Torino.

Producers on the move è un progetto di EUROPEAN FILM PROMOTION.

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