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Claude-Eric Poiroux • Direttore generale di Europa Cinemas

"Le sale sono il luogo migliore per i film"

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- Digitalizzazione, circolazione dei film, sperimentazione di uscite day-and-date: il punto con Claude-Eric Poiroux, direttore generale di Europa Cinemas

Claude-Eric Poiroux • Direttore generale di Europa Cinemas

Cineuropa: Qual è il bilancio di Europa Cinemas, vent'anni dopo la sua creazione?
Claude-Eric Poiroux: Nel 1992, il circuito contava 45 sale in 12 paesi. Oggi siamo a circa 1200 cinema e 3200 schermi in 68 paesi con Media Mundus. In Europa, eravamo partiti con l'idea del 50% - 25%, ossia almeno una proiezione su due per il cinema europeo, la metà per film non nazionali. Ora siamo al 60% - 36%: una base reale per il cinema europeo.

Come circolerebbero i film europei nel Vecchio Continente senza Europa Cinemas?
Il 75% del cinema europeo non circolerebbe affatto. I film europei che circolano veramente nelle sale "mainstream" d'Europa riguardano solo 20-30 registi. Non abbiamo nulla contro i multiplex (ce ne sono 27 in Europa Cinemas), ma il nostro circuito è composto principalmente da indipendenti con sale di media capacità e con una vocazione al cinema d'autore. Le nostre sale realizzano fino al 70-80% delle entrate di certi film, come ad esempio quelli di Nanni Moretti in Germania.

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A che punto è la digitalizzazione delle sale Europa Cinemas?
Il 51% delle sale del circuito sono digitalizzate. Ci sono dei paesi un po' in ritardo, come l'Italia, la Spagna invece sta recuperando. Tra dodici mesi, maggior parte del circuito sarà equipaggiato. A preoccuparci è la parte residua: 150-200 sale sono a rischio. Si tratta spesso di monosale in piccole città, sale che non lavorano più solo col cinema e che funzionano stagionalmente. Queste sale hanno difficoltà a finanziare il loro equipaggiamento digitale. Sarebbe un peccato lasciarle chiudere perché hanno un loro pubblico e rappresentano luoghi d'incontro in città dove l'offerta culturale è spesso ridotta. Stiamo operando presso le istituzioni e le collettività perché sia stanziato un aiuto per queste sale. Alcuni cominciano a reagire e speriamo che si trovino soluzioni al di là dell'aiuto già esistente di Media (20 000 euro per schermo). Speriamo anche che il prezzo si abbassi grazie agli apparecchi con server integrati, anche se i fabbricanti non sembrano avere molta fretta…

Che cosa pensa degli esperimenti di uscite day-and-date che si stanno profilando?
Le sale sono il luogo migliore per i film. Perché noi offriamo ai registi e ai produttori un aumento dei ricavi (vorrei proprio sapere gli altri modelli economici), ma anche la quasi certezza che uno spettatore guardi il film per intero. Tuttavia, oggi c'è una tale concorrenza che alcuni film non hanno lo spazio che vorrebbero avere nelle sale. Ecco allora le uscite in VoD e non in sala, perché no? Ma la sala non deve rischiare con l'uscita simultanea. In tutti i paesi in cui esiste, la cronologia dei media garantisce la produzione: permette diverse tappe di distribuzione, ognuna delle quali genera una possibilità di profitto, e a ogni finestra rispettata equivale un investimento nella produzione dei film. Se domani tutto questo viene stravolto, non sarà solo la sala a risentirne, ma i film. Se si vuole fare un esperimento, perché no, e noi lo seguiremo con interesse per sapere se vale o no. Ma non bisogna dimenticare alcuni fondamentali. Attenzione a non dire "il mercato è talmente libero e grande che non bisogna più rispettare nulla e uscire tutti allo stesso momento". Il cinema europeo vi perderebbe molto. Non bisogna svendere la sala, che è un modello economico che funziona e che ha potenzialità immense per diventare un luogo veramente interattivo.

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