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Lola Randl • Scrittore/Regista

Abbandono e stupore

di 

- La scrittrice e regista Lola Randl parla del suo lavoro e offre uno sguardo alla sua vita personale e ai progetti futuri

Lola Randl • Scrittore/Regista

Alta, con occhi grigi e penetranti, Lola Randl (in foto) si è da poco trasferita in “una grande casa in un piccolo villaggio diroccato prussiano” nell’Uckermark, regione storica nella Germania nordorientale. “I locali sono degli amici e ho sempre voluto vivere in campagna”, spiega. “La gente lì non parla di continuo dei suoi progetti. Non ci sono supermercati, caffè, lavanderie o persone sul computer o sul cellulare, un sogno!”

Via da tutto o in fuga da tutto? “Entrambi!”, dice Randl. “Sono inquieta e ho pensato che trasferirmi mi avrebbe calmato! Ma ora so di non poter risolvere il problema: l’ho solo rimandato!”

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Per Randl, i suoi film come scrittrice e regista “hanno molto a che fare con me! Non appartengo a nessuna ‘scuola’ particolare e lavorare a una formula non è ciò che faccio. Devo fare quello che conosco, e delle due scrivere è la cosa che preferisco. Scrivere è più duro, ma più interessante”.

Come metodo di lavoro, Randl non usa storyboard: “So come deve venire, anche se so che può essere molto doloroso!“, e confessa: “Ho sempre problemi alla fine di un film, vorrei averli amati di più! A volte odio e rifiuto addirittura quanto appena fatto! È davvero difficile per me parlare ai giornalisti in maniera positiva dei miei film”.

 Tornata a Berlino dopo la post-produzione di The Invention of Love [+leggi anche:
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intervista: Lola Randl
scheda film
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, sottolinea che per lei “il montaggio è estremamente importante: prendo parte al lavoro di post-produzione. Mi deprimo quando è finito, perché tutte le possibilità sono fuori dal tavolo!”. Sbalzi di umore? “Sì, a volte sono molto euforica, a volte molto depressa da questo. Quando giro, monto automaticamente nella testa, ma poi al tavolo di montaggio uso un’altra testa. È collaborazione. Lavoro molto con Andreas Wodraschke, un ragazzo davvero creativo”.

A livello visivo, i film di Lola Randl “non sono ‘realistici‘. Sono piece, finzione. Voglio provare delle cose, testare le emozioni, e il pubblico dovrebbe provare lo stesso. Ma non è realtà: è irreale. Devi permetterti di andare avanti col gioco”.

Durante la realizzazione di The Invention of Love, Maria Kwiatkowsky, la protagonista, fu trovata morta nella sua casa berlinese. Randl fu colpita non solo professionalmente, ma anche a livello personale dalla tragedia.

“Ho lavorato al film cinque anni”, dice. “Ho iniziato col casting per il ruolo della giovane, ma ci era voluto tempo ed ero insoddisfatta. Alla fine assegnai la parte ad una ragazza molto in gamba. Poi scelsi il ragazzo e lui mi raccomandò Maria: era perfetta! Dovetti cancellare la prima. Maria era perfetta. Era come era, spettrale per tutti”. La sua morte ha lasciato Randl a “metà film, e neanche in ordine cronologico”. E come ha fatto? “Non ho mai pensato di riprovare l’illusione con una nuova attrice. La scelta di finire è stata facile, ma così... Non sono sicura di come descriverlo: un film nel film? Non vedo l’ora di scoprire se la gente ne sarà catturata”.

Randl aggiunge: “La cosa strana è che quando hai perso il progetto sei solo e ricominci tutto da capo. Mi piace lavorare con le persone, e il film mi dà l’opportunità di stare con loro. Dirigere è perfetto per me: sono coinvolta dalle persone ma c’è una distanza”.

La regista sta “lavorando attualmente a vari progetti” come Schnick Schnack Schnuck (equivalente tedesco di Forbice, Carta, Sasso) commedia ancora da scrivere. Randl ne cita però altri, uno dei quali è una serie tv nella quale due persone, “del tipo berlinese” si trasferiscono in campagna in cerca di una vita ‘autentica’. “Ma c’è molto lavoro da fare prima”, dice.

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