email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

Paolo Zucca • Regista

"La mia ispirazione è Shakespeare"

di 

- Il regista italiano Paolo Zucca ci parla del suo progetto L'uomo che comprò la Luna, in occasione dei Cinemed Meetings a Montpellier

Paolo Zucca  • Regista

Scoperto alle Giornate degli Autori di Venezia 2013 con il suo primo lungometraggio, L'arbitro [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Paolo Zucca
scheda film
]
, il regista italiano Paolo Zucca prepara la sua seconda fatica, L'uomo che comprò la Luna e continua a lavorare con il produttore veterano Amedeo Pagani (che conta al suo attivo film firmati da Wong Kar-wai, Theo Angelopoulos, Hou Hsiao Hsien, Marco Bechis, Liv Ullmann o ancora Daniel Burman). Incontro a Montpellier in occasione dei Cinemed Meetings del 38° Festival del Cinema Mediterraneo.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)
series serie

Cineuropa: Quale storia racconterà ne L'uomo che comprò la Luna?
Paolo Zucca: Per grandi linee, è una commedia in cui un agente segreto deve risolvere questo mistero: qualcuno ha comprato la luna in Sardegna. Perciò, deve fare un viaggio nella cultura sarda, un viaggio comico che sarà anche un viaggio alla riscoperta di se stesso in quanto è un sardo rinnegato. E scopriremo che la luna è stata offerta a una donna per una promessa romantica. Questa storia, che ho sceneggiato con Barbara Alberti e Geppi Cucciari, si svolge in un momento un po' indefinibile, anche se nel film vedremo dei fax e dei telefoni fissi. L'arbitro era così, non ben collocato in una temporalità specificamente identificabile. Ma questa volta non sarà un film in bianco e nero, perché ciò ha comportato alcune complicazioni per L'arbitro, non per i festival che mi hanno dato molte soddisfazioni, ma per la distribuzione.

A che stadio di sviluppo è il progetto?
Abbiamo totalizzato circa due terzi del finanziamento. Attendiamo soprattutto una risposta definitiva e quantitativa dalla Rai. Ci hanno fatto un contratto di sviluppo, ma ora abbiamo bisogno di sapere quanto investiranno esattamente e dovremmo essere informati entro la fine dell'anno. Il film è prodotto da Amedeo Pagani (La Luna), con cui ho già lavorato per L'arbitro ed è un produttore straordinariamente creativo. Indigo Film lo co-produce e Lucky Red lo distribuisce in Italia. Abbiamo inoltre il sostegno della regione Sardegna e del Ministero Italiano della Cultura, e anche di un co-produttore francese: Paradis Films. Le riprese, che dureranno sette settimane, dovrebbero iniziare il prossimo aprile e si svolgeranno interamente in Sardegna, ma vogliamo fare gli effetti speciali in Francia poiché saranno abbastanza complessi, ci sarà persino un maremoto. Il budget del film è di €2 milioni, di cui €200.000 per gli effetti speciali. È un buon budget per l'Italia, ma credo che in Francia, lo stesso film costerebbe almeno il doppio. Sto già facendo le prove con gli attori, ho tutte le story-board e quasi tutte le location pronte. Il personaggio principale del film sarà interpretato da Jacopo Cullin che ha già recitato ne L'arbitro, ma nel cast ci saranno anche, tra gli altri, Francesco Pannofino e Giuseppe Battiston.

Questo tipo di commedia singolare è facile da produrre in Italia, dove sembra esserci una forte polarizzazione con commedie commerciali molto grandi da un lato e un cinema d'autore molto ben identificato dell'altro?
È vero. E quello che voglio, come ho già fatto con L'arbitro, è fare in un certo modo una commedia d'autore, che in realtà non esiste. Ci sono o i film "ad ampio raggio" che potrebbero fare bene, ma dove tutti i personaggi hanno problemi (ride), o le commedie vere e proprie. La mia ambizione è combinare entrambe le cose. Come tutti sanno, abbiamo avuto le grandi commedie italiane degli anni '60 con Risi, Monicelli, ecc., rivisitate un po' oggi dal talentuoso Paolo Virzì. Ma sono commedie che hanno un retrogusto amaro, a volte anche tragicommedie perché parlano della vita reale, della durezza della vita. Io non lavoro affatto in questa direzione perché faccio cose che fanno ridere, ma che a un certo punto non fanno più ridere, e poi si torna a ridere. È un gioco tra commedia e tragedia, una forma di commedia con sorprese che saltano fuori di tanto in tanto, una morte, una cosa brutta, qualcosa un po' scioccante... È una mia scelta deliberata e non è necessariamente apprezzata da tutti. Senza voler fare, ovviamente, il confronto e senza pregiudicare il risultato, la mia ispirazione è Shakespeare.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dal francese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy