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Eric Miot • Delegato generale, Festival Internazionale del Cinema di Arras

"Esplorare cinematografie poco conosciute in Francia"

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- Incontro con Eric Miot, delegato generale della 17a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Arras che avrà luogo dal 4 al 13 novembre

Eric Miot • Delegato generale, Festival Internazionale del Cinema di Arras

Cofondatore e inamovibile delegato generale della 17a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Arras che prende il via proprio oggi (leggi la news) e che conduce assieme a Nadia Paschetto, la direttrice della manifestazione, Eric Miot svela la linea editoriale di un evento popolare che dà spazio a un cinema europeo troppo spesso poco conosciuto in Francia.

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Cineuropa: Come definirebbe la linea editoriale del Festival Internazionale del Cinema di Arras?
Eric Miot: Scegliamo innanzitutto film che raccontano storie con una dimensione umana alla quale siamo molto legati. Ma questi film devono anche presentare un punto di vista sul mondo e sulla società. Infine, devono possedere ugualmente qualità puramente cinematografiche. Ci piace esplorare cinematografie poco conosciute in Francia e siamo specializzati sull'Europa del Nord e dell'Est. Abbiamo scelto questa direzione dal 2004 proprio perché questi film venivano di rado proiettati da noi, e ci siamo subito accorti che il pubblico li apprezzava e che desiderava anche incontrare i rispettivi registi. Esiste un interesse sincero per cinematografie che spesso vengono considerate a priori "poco interessanti", ma che in realtà sono soprattutto poco conosciute, nonostante ci sia una preferenza per determinati paesi come la Romania.

Qual è la Sua analisi delle tendenze attuali delle cinematografie dell'Europa dell'Est?
Chiaramente le cose cambiano radicalmente a seconda del paese, ma la tendenza che emerge in questo momento riguarda la Bulgaria e i paesi baltici. In particolar modo questi ultimi hanno fatto grandissimi progressi: 10 anni fa, erano molto pochi i film, mentre oggi si è arrivati ad avere una qualità di produzione alquanto sorprendente. Più in generale, per quanto riguarda i generi, è stato ormai scavalcato il cliché del "film dell'Est che affronta una tematica seria". Ma non è tutto così semplice, poiché se determinati paesi come la Polonia hanno una produzione importante di film di genere, tra cui le commedie, non è sempre scontato che vengano portati oltre i confini nazionali. Poiché si pone sempre la stessa questione: in che modo il film verrà accolto dal pubblico francese? Tutto dipende dal senso del film, poiché ci si accorge anche che queste cinematografie dell'Est attualmente riservano uno sguardo davvero forte sul proprio passato recente. Moltissimi film parlano del periodo comunista e della transizione. È una delle preoccupazioni maggiori dei registi e, dai film bulgari a quelli rumeni, la constatazione spesso è delle meno gloriose. Possiamo citare per esempio Kristina Grozeva e Petar Valchanov con The Lesson [+leggi anche:
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che fanno una constatazione alquanto dura del capitalismo selvaggio che si è impadronito dei paesi dell'Europa dell'Est. Dopodiché, ci sono film più leggeri, perlopiù di genere, ma è ad ogni modo complicato farli circolare, poiché si tratta di uno humor piuttosto particolare, che non è per forza di cose scontato per un pubblico francese. Tuttavia, abbiamo avuto sorprese eccellenti e, nel corso degli anni, il nostro pubblico si è avvicinato sempre di più e ha sviluppato una vera e propria propensione per queste cinematografie. 

I film in gara e quelli della sezione Visioni dell'Est hanno distributori francesi?
Il nostro compito è quello di "traghettatori". Almeno due dei film premiati ricevono aiuti finanziari per la distribuzione. Per il Grand Prix, sono previsti 10.000 euro destinati direttamente al distributore, e non è poco! E la buona notizia è che tre film che presentiamo quest'anno in gara sono appena stati acquistati: Welcome to Norway [+leggi anche:
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 del portoghese Ivo M. Ferreira che tratta lo stesso tema in un modo poetico, distaccato.

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(Tradotto dal francese)

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