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Petra Volpe • Regista

"Spero che il film incoraggi le persone a non cedere all'oppressione e all'ingiustizia"

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- La regista svizzera Petra Volpe ci ha parlato del suo ultimo film, Contro l'ordine divino, in concorso al Tribeca Film Festival: un omaggio alle donne e al loro coraggio

Petra Volpe • Regista

Contro l'ordine divino [+leggi anche:
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di Petra Volpe, nominato a sette Quartz ai Premi del cinema svizzero e vincitore del Prix de Soleure, racconta la storia di un gruppo di donne “normali”, capeggiate da Nora (un’incredibile Marie Leuenberger), che trovano la forza di lottare contro l’“ordine divino” che pesa sulle loro spalle. La nuova libertà, rappresentata dal diritto di voto delle donne, porterà con sé una ventata di aria fresca e stimolante. La commedia dolceamara realizzata da Volpe trascende l’ambientazione svizzera per diventare narrazione universale. Cineuropa ha incontrato la cineasta prima della proiezione del film al Tribeca Film Festival.

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Cineuropa: Perché ha sentito il bisogno di raccontare questa storia in particolare, legata a un momento storico così specifico (l’immagine che emerge dalla pellicola è quella di una Svizzera molto conservatrice, dove città e campagna sembrano vivere su binari paralleli)?
Petra Volpe:
Il fatto che le donne abbiano ottenuto il diritto al voto così tardi in Svizzera rappresenta un capitolo estremamente vergognoso per la storia del paese. Certamente, non stiamo rivelando nulla di nuovo, ma la questione non viene affrontata a scuola e nella società – è tristemente frequente che la storia che riguarda le donne sia trascurata in questo modo. Volevo omaggiare queste le donne che hanno combattuto tanto duramente per oltre cent’anni per il loro diritto al voto, descrivere l’atmosfera di oppressione nella quale vivevano giorno dopo giorno, ma anche sottolineare la necessità di continuare oggi a essere coraggiose e a lottare per la parità di genere. Il titolo “The Divine Order” rimanda a una citazione usata in alcuni club femminili di propaganda anti-suffragio, nei quali si sosteneva che una donna impegnata in politica andasse contro l’ordine voluto da dio. Nell’odierno clima politico, il film è diventato più attuale di quanto non ci saremmo aspettati un anno fa, quando abbiamo iniziato le riprese. 

Come ha dato corpo al personaggio di Nora? Si tratta di una figura realmente esistita?
Ho fatto una lunga serie di ricerche per questo film. Ho letto molto, condotto interviste, spulciato archivi. Ho analizzato la tematica da diverse prospettive e ho anche letto un saggio su quelle donne che, persino nel 1971, continuavano strenuamente ad opporsi al suffragio. Ho “trovato” Nora nell’unico archivio sulle donne presente in Svizzera. C’era un’annotazione, scritta da una madre e casalinga decisamente irritata contro le oppositrici al voto femminile: la signora dichiarava di non essersi mai interessata alla politica, ma di sentirsi talmente furiosa da aver cominciato a pensare di mobilitarsi per la lotta in favore di questo diritto. Questa voce anonima proveniente dal passato mi ha molto colpita e da essa piano piano è emerso il personaggio di Nora. Volevo che la protagonista parlasse anche alla contemporaneità, pur appartenendo al proprio tempo. Il suo nascente impegno politico, il suo imparare a non piegarsi e a far sentire la propria voce può essere fonte di ispirazione per il presente.

Come ha trovato Marie Leuenberger, l’attrice che interpreta Nora?
Onestamente, è stato un regalo del destino. Avevo fatto un provino ad un’altra prima di lei, ma poi la ragazza era rimasta incinta e ho dovuto ricominciare a cercare. Alla fine mi sono imbattuta in Marie. Girare un film implica controllo e pianificazione, ma, a volte, bisogna avere anche un pizzico di fortuna e in questo caso sono stata molto fortunata. Per me Marie è perfetta per il ruolo e la nostra collaborazione è stata un’esperienza grandiosa e commovente. È una delle cose che amo di questo mestiere, il fatto di doversi costantemente adattare. Si cammina su un filo sottile, sospeso tra controllo e capacità di improvvisazione dinnanzi ai cambiamenti e alla magia che si ha quando si realizza un film.

Che tipo di reazione si aspetta dal pubblico internazionale e, in particolare, da quello statunitense ?
Credo che Contro l'ordine divino racconti il coraggio civile e la lotta per i diritti, attraverso una storia sulla perseveranza. Tutto ciò rende il film universale. Mi auguro quindi che il pubblico internazionale possa riconoscersi in esso, anche se la storia li condurrà nel passato di un piccolo paese sperduto nel cuore dell’Europa. Spero che il film incoraggi le persone a non cedere all’oppressione e all’ingiustizia. Dobbiamo lottare per la nostra democrazia.

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(Tradotto dall'inglese)

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