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SARAJEVO 2017 Concorso

Emanuel Pârvu • Regista

“Sono molti i toni del grigio rumeno”

di 

- Abbiamo parlato con Emanuel Pârvu, che esplora le difficoltà della Romania rurale nel suo nuovo film, Meda or the Not So Bright Side of Things, tra i vincitori di Sarajevo

Emanuel Pârvu  • Regista
Emanuel Pârvu con il suo Cuore di Sarajevo al Miglior Regista (© SFF / Obala Art Centar)

Cineuropa ha parlato con Emanuel Pârvu, Migliore regia al Sarajevo Film Festival con il suo Meda or the Not So Bright Side of Things [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Emanuel Pârvu
scheda film
]
, delle difficoltà di dirigere un esordio indipendente in un paese che sembra scoraggiare in ogni modo registi e produttori alle prime armi. 

Cineuropa: Il cinema rumeno è quasi esclusivamente urbano. Cosa l'ha spinta ad addentrarsi nel mezzo del nulla?
Emanuel Pârvu: Ritengo che siano molte le sfumature del grigiore rumeno. La storia di Meda or the Not So Bright Side of Things aveva senso solo in un luogo in cui si suppone che la gente viva in armonia con la natura, ma non necessariamente con se stessa. È un luogo in cui la natura offre quiete, bellezza e mezzi di sostentamento, ma anche lì la società porta corruzione, bruttezza, sporcizia e grigiore. Dal mio punto di vista, scoprire un uomo che è differente dal resto di noi ha senso se avviene nel mezzo della natura e non in una città. È un uomo che rispecchia in pieno la mentalità rumena: onesto, calmo, attaccato ai suoi principi e che si adatta lentamente ai cambiamenti.

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Questo non avrebbe dovuto essere il suo primo film. Nonostante le buone critiche ricevute dal comitato di selezione, lei ha vinto la somma più bassa mai concessa dal Romanian National Film Center, circa 5.000 euro per un film. Come è stato possibile? Può spiegarci il contesto?
Quelle critiche positive sono fonte di gioia per me, come lo sono state allora. Significa che hanno apprezzato la sceneggiatura. Per quanto riguarda la somma di denaro, bisognerebbe chiederlo a chi ha preso questa decisione. Ho chiuso il progetto dopo aver dato tanto, dopo essere stato emotivamente molto coinvolto nella storia, ma alla fine penso sia andata meglio così.

Il suo film d'esordio è stato prodotto in maniera indipendente, senza alcun supporto nazionale. È stata dura? Lo rifarebbe?
È stato incredibilmente difficile, dal momento che sia io che la produttrice, Miruna Berescu, eravamo al nostro primo film. Le condizioni erano tutt'altro che favorevoli, visto che abbiamo girato a Bucarest in pieno inverno, al freddo, nel fango, con molte riprese esterne e pochi soldi. Siamo riusciti a concludere il film, e per noi questa sorta di “battesimo” è stato un successo. Non so se girerei un altro film in queste stesse condizioni, forse solo se si trattasse di un film che mi tocca emotivamente quanto Meda, in quel caso forse troverei una motivazione. Ma devo ammettere che una certa somma di denaro, seppur limitata, sarebbe di grande aiuto. 

I filmmaker rumeni stanno chiedendo con forza un aggiornamento alla datata legislazione sul cinema, nel suo paese. Lei cosa cambierebbe?
Molto probabilmente mi occuperei delle opere prime. Secondo la legge attuale, i produttori che tentano un concorso per la prima volta, non hanno nessun sostegno rispetto alla concorrenza, il che significa che non hanno alcuna possibilità di ottenere un finanziamento.

Sta lavorando a qualcos'altro? Di cosa si tratta?
Sì, sto lavorando a un dramma familiare-psicologico. In questo caso la famiglia è al completo, quindi la madre sarà parte della storia. La storia è personale, ma voglio adattarla e renderla universale, così che possa essere facilmente comprensibile a tutti quelli che vedranno il film.

(Tradotto dall'inglese)

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