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Bady Minck

Cartoline dall'Austria

di 

- La regista lussemburghese parla di Am Anfang war der Blick, premio Cinemavvenire 2003: il '900 rivisto con le foto d'epoca

Bady Minck

Am Anfang war der Blick della regista austro-lussemburghese Bady Minck è un interessante mediometraggio che anche attraverso scene d'animazione ripercorre la storia dell'Austria del secolo scorso. In modo originale, Minck ripercorre il '900 attraverso l'occhio di un uomo che raccoglie le cartoline d'epoca e vi entra per osservare più da vicino i paesaggi ritratti e soprattutto quelle storie dolorose che gli austriaci vorrebbero dimenticare e mai più riportare alla memoria. Bady Minck era a Pesaro per presentare il suo lavoro.

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Perché ha scelto le cartoline per ricostruire la storia dell'Austria?
"L'idea iniziale era quella di mostrare i cambiamenti d'abitudine e i mutamenti politici avvenuti il secolo scorso attraverso la vista delle cartoline che, di fatto, sono rivelatrici di un immaginario collettivo. Mi sembrava uno spunto interessante perché nelle cartoline sono presenti al tempo stesso immagini e testo scritto. La cosa interessante è che raccogliendo le cartoline da vari antiquariati ho riscontrato qualcosa di ambiguo e contraddittorio: da un lato, infatti, si ammirano immagini splendide e rassicuranti, dall'altro si leggono messaggi drammatici che fanno da contrappunto e che poco corrispondono con la bellezza del mondo. Perciò, in un solo oggetto ho avuto a disposizione il contrasto tra realtà e finzione, tra qualcosa di illusorio e artefatto e ciò che, invece, riporta alla quotidianità".

Il suo film affronta una parte dolorosa e delicata della storia austriaca: il nazismo.
"In quanto lussemburghese, il mio è uno sguardo dall'esterno. Ho indagato sul nazismo cercando di mettere in evidenza la rimozione del passato operata dagli austriaci. La maggior parte di loro si sente vittima di un'occupazione e non prende in minima considerazione il fatto che vi sia stata una vera e propria complicità politica. Tengo a specificare, però, che il film vuole dare lo spunto per una riflessione seria e approfondita e che non è mia intenzione esprimere alcun atto d'accusa".

Data la natura degli argomenti affrontati, ha avuto delle difficoltà a produrre e distribuire questo film?
"La televisione austriaca ha partecipato alla produzione, ma la sceneggiatura che avevo presentato all'inizio e che è stata approvata dai produttori non corrisponde a quella definitiva. Ho inserito delle cartoline e delle immagini che fanno capire chiaramente la partecipazione e il coinvolgimento degli austriaci riguardo al nazismo. C'è ad esempio una cartolina del 1932 che allude ad un futuro luminoso con l'imminente avvento al potere di Hitler. Anche in epoca non sospetta circolavano apertamente immagini che per legge erano vietate e censurate. Qualcosa s'agitava prima ancora che Hitler salisse al potere. Poi ho inserito altre cartoline che riportano alla memoria paesi e luoghi nei quali furono costretti a lavorare come schiavi i deportati dei campi di concentramento. A questo punto non so come reagirà la televisione austriaca. Effettivamente potrebbero sorgere delle difficoltà soprattutto perché i dirigenti hanno un orientamento politico reazionario".

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