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Andrzej Jakimowski • Regista

“Gli abitanti di Varsavia sono il pubblico perfetto per questo film”

di 

- Andrzej Jakimowski spiega il perché della sua scelta di mostrare una Varsavia diversa in Once Upon a Time in November, che ha avuto la sua première mondiale al Festival del cinema di Varsavia

Andrzej Jakimowski  • Regista
(© Rafał Nowak)
In occasione del 33esimo Festival del cinema di Varsavia, abbiamo fatto due chiacchiere con il regista polacco Andrzej Jakimowski per scoprire qualcosa in più riguardo il suo film Once Upon a Time in November [+leggi anche:
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, che ha avuto l’onore di aprire il prestigioso evento polacco con la sua presentazione in anteprima mondiale.

Cineuropa: Once Upon a Time in November dipinge Varsavia in una maniera inusuale per il cinema polacco.
Andrzej Jakimowski:
Mostriamo Varsavia durante il Giorno dell’Indipendenza Nazionale della Polonia, l’11 novembre. Nel 2013, il gruppo che si identificava come nazionalisti organizzò una grande manifestazione, che si trasformò presto in una rivolta, durante la quale venne presa di mira una casa di Varsavia occupata abusivamente. L’attacco fu brutale e l’edificio venne bruciato. La gente che ci viveva restò intrappolata e non ebbe via d’uscita. Successe che stavo camminando per le strade di Varsavia perché stavo preparando un altro film e ho ripreso questi eventi a mo’ di documentario. Presto ho realizzato che queste scene avessero un significato profondo: dicevano molto della Polonia contemporanea e dell’Europa contemporanea. In molti paesi stavano emergendo movimenti nazionalisti e il film descrive la violenza di tale fenomeno. In Once Upon a Time… presento due personaggi che si trovavano in quella casa durante l’attacco del 2013 e spiego come ci fossero arrivati. Inoltre, mostro una parte della vita quotidiana di Varsavia che raramente viene rappresentata nel cinema polacco.

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Ritrai persone che sono state sfrattate dalle proprie case e che si ritrovano a vagare nelle campagne. Questa parte del documentario è molto commovente. I tuoi personaggi sono basati su persone realmente esistite?
Quasi tutto si basa sulla realtà nel mio film. Molti aspetti della trama si riferiscono a fatti che si sono realmente verificati. Ad esempio, il personaggio di Mommy è basato su una donna realmente esistita che ha ceduto il suo letto in un rifugio perché non voleva lasciare il suo cane, dato che non era consentito l’accesso degli animali nella struttura. Anche il cane era senza casa; l’aveva trovato in strada. Questa è l’essenza del film – mostrare come certi valori entrino in conflitto.

Il cane di cui hai appena parlato, Koleś, è un importante “personaggio” nel film.
Durante le manifestazioni nazionaliste, Marky guarda un cane nella folla. Questo personaggio canino permette allo spettatore di guardare agli eventi da un punto di vista insolito. Koleś permette di guardare con distanza e con un po’ di umorismo. Inoltre, il modo in cui i cani vengono trattati dà prova della moralità della società. Grazie alla presenza di Koleś, Marky inizia a capire che ci sono in gioco questioni più importanti dei suoi meri interessi personali.

Once Upon a Time in November ha un tono leggermente più cupo rispetto ai tuoi film precedenti, Imagine [+leggi anche:
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In questo film è possibile trovare anche un tono più caldo, grazie ai protagonisti. Raccontiamo questa storia con un po’ di distanza, senza troppa introspezione psicologica, tipico delle riprese documentarie. La nostra poetica è incentrata sull’osservazione dei personaggi e sulla realtà che questi vivono. Mostriamo uno scontro tra atteggiamenti ed emozioni.

Il film ha fatto la sua première mondiale al Festival del cinema di Varsavia. Quanto è stato importante?
Per me è stato importante presentare Once Upon a Time in November a Varsavia, proprio per il suo contenuto. Gli abitanti di Varsavia sono il pubblico perfetto per questo film. Alcuni di loro hanno preso parte agli eventi che mostro sullo schermo, o ne sono stati testimoni. Voglio conoscere la loro opinione.

Come ha reagito il pubblico di Varsavia?
Ciò che sembra suscitare le emozioni più forti è il tema del nazionalismo. Molti spettatori rimangono scioccati dal film e spesso dopo la proiezione mi si avvicinano in lacrime. Alcuni di loro hanno vissuto esperienze simili a quelle del mio protagonista. Durante l’ultima proiezione, ho incontrato una ragazza che era stata sfrattata con la forza dal suo appartamento, proprio come nella mia storia. Queste persone in particolare sono sia scioccate sia commosse per la mia scelta di mostrare una situazione che conoscono bene da una prospettiva mai vista prima. Mi sono state fatte anche delle domande sul fascismo e sull’Antifa [il movimento antifascista], in quanto vengono trattati nel film. 

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(Tradotto dall'inglese da Giulia Gugliotta)

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