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CINEMA JOVE 2018

David Trueba • Regista

“Girare questo film è stato una splendida catarsi”

di 

- Lo spagnolo David Trueba lancia il suo nuovo film, Casi 40, un road movie libero e indipendente, vincitore della Biznaga d’argento Premio Speciale della Giuria al Festival di Málaga

David Trueba • Regista
(© Universal)

David Trueba (Madrid, 1969) ha vinto – ex aequo – la Biznaga d’argento Premio Speciale della Giuria all’ultimo Festival di Málaga. Cine en español per Casi 40 [+leggi anche:
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, road movie in salsa musicale con protagonisti Lucía Jiménez e Fernando Ramallo, i quali riprendono, 22 anni dopo, gli stessi personaggi che incarnarono in La buena vida, l’opera prima del regista e scrittore. La pellicola approda questo venerdì nelle sale con Avalon, dopo essere stato proiettato al Cinema Jove di Valencia.

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Cineuropa: Da dove viene la spinta a recuperare quei personaggi?
David Trueba: Dal mio ultimo romanzo Tierra de campos, che trattava di un cantante di una quarantina d’anni che era ancora nel mondo della musica. Mi sono chiesto: cosa sarà stato invece di coloro che, a metà strada, a trent'anni, con una famiglia o una relazione stabile, hanno deciso di smettere di vivere nell'instabilità e hanno scelto un altro tipo di vita? Quando Lucía Jiménez girò La buena vida cantava e aveva un gruppo musicale: aveva ricevuto offerte per registrare un disco e accarezzò l'idea, ma poi non l'ha mai fatto, perché si è affermata come attrice. Cosa sarebbe successo se avesse seguito quella strada? Un giorno, cenando con lei e con Fernando Ramallo, sono rimasto sorpreso dal fatto che non facevano un lungometraggio da dieci anni... così ho deciso di farne uno con loro e ho ripreso quell'idea della musica; ero inoltre bloccato su un progetto tipico dell'industria cinematografica e con le televisioni dietro, che non smettevano di fare pressione, così ho mandato tutto all’aria e mi sono dedicato a Casi 40: è stata una catarsi meravigliosa.

Ci sono nel film contributi degli stessi attori?
Non sono per l’improvvisazione sul set, perché a volte non si sa cosa dire, quindi scrivo la sceneggiatura completamente. Sicuramente nei personaggi c'è una proiezione dei caratteri e dei modi di essere dei loro interpreti. Molte volte scrivo senza sapere quali attori interpreteranno la sceneggiatura, ma non era questo il caso. Sapere che Lucía canta e suona la chitarra, che riesce a sostenere una performance musicale davanti a molte persone, ha condizionato la trama e anche la messa in scena, e cantare dal vivo le ha dato intensità. Anche nel personaggio di Fernando ci sono aspetti suoi, con quel mix di oscurità e amarezza che mi piace, con la sua idealizzazione del passato.

Con questo film, torna a mettere due attori a stretto contatto, come fece in Madrid, 1987 [+leggi anche:
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. E’ attratto da queste situazioni intime tra personaggi?
I due film hanno molto in comune: i miei amici dell'industria cinematografica li chiamano "suicidio professionale"; sono film molto nudi, come scendere nell’arena di notte, con la piazza vuota e con un toro di 600 chili. Ma mi sono divertito allora e l'ho fatto di nuovo adesso: ho dato agli attori un senso di libertà, senza timore delle aspettative degli investitori. Non c'era niente del genere qui ed è stata di nuovo un'avventura molto personale. La prima missione era godersi ciò che facevamo: non importava cosa avremmo fatto dopo. Abbiamo girato solo una settimana e mezza, con cinque o sei membri della troupe e convivendo in hotel in varie città.

Sembra che ai Trueba piacciano i road movie: basti ricordare Los exiliados románticos [+leggi anche:
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intervista: Jonás Trueba
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, di suo nipote Jonás…
Quando Jonas lanciò quel film, alcuni mi dissero: "Tuo nipote ha adattato al cinema il tuo romanzo Cuatro amigos " e io rispondevo che no, che il road movie è un contesto stupendo che è apparso in milioni di storie, qualcosa di normale, dal momento che il il viaggio è molto interessante per qualsiasi narrazione, perché ha la virtù di strappare i personaggi dalle loro vite quotidiane e nel percorso devono reinventarsi: non sai un viaggio dove ti porterà e, allo stesso tempo, non devi mostrare allo spettatore come è la casa, la famiglia o l'ambiente di lavoro del personaggio, devi indovinare tutto ciò attraverso di loro e le loro conversazioni. Da Cervantes ad Alexander Payne, tutti sono stati affascinati dai road movie, e anche i Trueba, ovviamente.

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