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TORONTO 2018 Platform

Markus Schleinzer • Regista

“Abbiamo sempre avuto bisogno che gli ‘altri’ riflettessero chi siamo"

di 

- TORONTO 2018: Sette anni dopo il debutto a Cannes, Markus Schleinzer torna con il dramma d'epoca Angelo, proiettato in Platform

Markus Schleinzer  • Regista
(© TIFF/Huawei Portrait Studio)

Sono passati sette anni da quando il debutto di Markus Schleinzer, Michael [+leggi anche:
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, partecipò al Festival di Cannes. Il cineasta austriaco torna con il suo secondo film, Angelo [+leggi anche:
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, un dramma d'epoca che esplora la personalità controversa dell’africano Angelo Soliman, in competizione nella sezione Platform del 43° Festival di Toronto. Abbiamo avuto l'opportunità di parlare con il regista della sua ispirazione e di come la sua storia riflette il presente.

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Cineuropa: In che modo l’ha ispirata il personaggio di Angelo Soliman?
Markus Schleinzer:
 Angelo Soliman non è solo una figura mitologica nella storia viennese; è anche parte della storia europea, poiché è conosciuto oltre i confini del nostro paese. Il suo nome, negli ambienti accademici, è spesso menzionato al pari di Sara Baartman, El Negro o Truganini. La sua "alterità" lo ha reso il perfetto ornamento esotico e la prova vivente della vittoria della ragione del mondo moderno sulla barbarie e il paganesimo. Mentre per alcuni è il primo esempio di integrazione riuscita, altri lo vedono come una sfortunata vittima sopravvissuta solo attraverso la resa e la conformità. Qualcuno congettura che abbia generosamente donato la sua stessa pelle prima di morire, mentre altri discutono di cospirazioni assassine degne di un romanzo di Dan Brown. Ma la verità è che è rimasto così poco di lui. Non sappiamo da dove viene o come sia arrivato in Europa. Le poche prove disponibili dimostrano che è esistito, ma non sappiamo come ha vissuto o di cosa soffrisse. Lui è molte cose per noi: è una tela bianca che possiamo riempire con gratitudine secondo i nostri bisogni, con le nostre interpretazioni, immagini, paure, preferenze e richieste. Quindi la sua situazione non è cambiata nel corso dei secoli: lo usiamo ancora per i nostri bisogni.

Questa storia è ancora oggi importante?
Sono rimasto affascinato da quanto moderno sia questo tema, anche se è stato difficile produrre un dramma d'epoca con tutti i dettagli necessari. E nonostante io abbia giurato che non ne avrei mai fatto un altro, il mio nuovo script è per un altro dramma d’epoca!

Lei ha detto che, oggi, "Angelo sarebbe un accessorio irrinunciabile". Pensa che la curiosità e l'adattabilità della società non si siano evolute dall'Illuminismo?
Il modo in cui trattiamo i cosiddetti "altri" nelle nostre comunità ci offre una grande panoramica delle nostre società. È affascinante e spaventoso come noi, del "mondo occidentale", stiamo iniziando a rimettere in discussione molte questioni di uguaglianza che avevamo risolto decenni fa. Allo stesso tempo, questo stimola la gente a coinvolgersi di nuovo in attività politiche e a protestare per far sentire la propria voce.

Tornando ad Angelo, penso che sin dai primi anni dell'umanità, abbiamo sempre avuto bisogno che gli "altri" riflettessero chi siamo. Questo non è cambiato, e non lo sarà mai. In passato, le classi superiori amavano avere esempi viventi di curiosi e anormali, usando animali o persone provenienti da paesi lontani. Faceva parte di un movimento per scoprire l'esotico e mostrare la propria educazione. Questi ornamenti erano tanto osservati quanto ammirati. Tuttavia, l'arroganza che deriva dalla convinzione di essere al centro del mondo non è originariamente europea; il razzismo è radicato in ogni cultura.

Il caso di Soliman potrebbe ancora essere considerato un grande esempio di integrazione culturale?
I fatti reali su Angelo Soliman sono scarsi. Alcune persone vogliono vederlo come un grande esempio di integrazione culturale, ma dovremmo ricordare che la sua esistenza in Europa è iniziata con un crimine, poiché fu rapito e usato per compiacere i suoi padroni. Angelo era il loro esempio del loro potere e forza globale. Questa non è la mia idea di integrazione. Si potrebbe sostenere che non abbia sofferto tanto quanto gli altri in quei tempi. Ma è un vero vantaggio o è solo cinismo?

Il suo film potrebbe essere visto come un'interpretazione dell'attuale crisi migratoria europea?
Non c'è una crisi migratoria; se c'è una crisi, è un'immensa crisi politica, in vari paesi.

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(Tradotto dall'inglese)

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