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EUROPEAN FILM AWARDS 2018

Ralph Fiennes • Regista di The White Crow

"Era chiaro che se mai fosse stato un film, avrebbe trattato della defezione"

di 

- Mentre si appresta ad essere omaggiato agli European Film Awards, Ralph Fiennes parla del suo film su Rudolf Nureyev, e suo terzo lavoro da regista, The White Crow

Ralph Fiennes  • Regista di The White Crow
(© Cairo International Film Festival)

L'attore-regista britannico Ralph Fiennes si appresta a ricevere il Premio per il contributo europeo al cinema mondiale agli European Film Awards a Siviglia. Al recente Cairo International Film Festival, Fiennes ha parlato di The White Crow [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Ralph Fiennes
scheda film
]
, il suo film incentrato sulla diserzione del ballerino Rudolf Nureyev dall'Unione Sovietica il 16 giugno 1961.

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Cineuropa: Qual era l'attrattiva di fare un film sulla defezione di Nureyev?
Ralph Fiennes:
Ci sono molte biografie di Nureyev, ma venni a conoscenza di una biografia di Julie Kavanagh scritta nel 2007. Lessi i primi sei capitoli, che trattavano gli anni di studio di Nureyev, fino al momento della sua defezione nel 1961. Devo dire che non avevo alcun interesse per il balletto in quanto tale, ma ciò che questa biografia mi ha insegnato è la forza e lo spirito di questo giovane artista proveniente da un background così povero, che aveva una profonda convinzione interiore del suo destino di artista e ballerino.

Ha desiderato immediatamente dirigere la storia?
Non avevo alcun desiderio cosciente di dirigere, e certamente non pensavo che avrei interpretato Nureyev. Tutto quello che sapevo era che questo viaggio tra infanzia, anni di studio e defezione era una storia straordinaria. Per me era chiaro che, se mai fosse stato un film, avrebbe trattato della defezione, della scelta che dovette fare all'aeroporto Le Bourget di Parigi. Oltre a ciò, non mi interessava dipingere la sua vita nel film.

Perché è stato importante per lei ingaggiare Oleg Ivenko - un ballerino, piuttosto che un attore - nel ruolo di Nureyev?
Ero abbastanza convinto che l'attore dovesse essere un ballerino che fosse in grado recitare, e non sai mai chi sono fino a quando non li cerchi. Abbiamo trovato Oleg, un ucraino che balla al Teatro Kazan in Russia, dove è un ballerino di punta. Abbiamo fatto audizioni a molti, molti ballerini, ed ero abbastanza convinto che dovesse essere un volto sconosciuto. Non volevo che fosse una faccia che il pubblico conosceva, e questo rendeva tutto difficile perché i distributori vogliono star del cinema.

Il film è in russo e inglese; cosa ha guidato questa scelta?
Volevo che fosse autentico in termini di lingua, quindi volevo che si parlasse russo laddove era necessario. Per fortuna, sappiamo che Nureyev prese lezioni di inglese, e a Parigi parlava inglese con i suoi amici francesi. Questo ci ha aiutato un po’ con il nostro appeal commerciale. Mi sono imposto riguardo alla lingua, il che ha reso il tutto difficile dal punto di vista commerciale, dato che il film è per oltre il 50% in russo.

Quando ha deciso di far saltare il film da un periodo all’altro: la sua infanzia, i suoi anni da studente e la defezione?
Nelle mie conversazioni con lo sceneggiatore David Hare, sentivamo che un racconto puramente lineare della storia non sarebbe stato così interessante. Abbiamo pensato che un ritratto più efficace dello spirito di Nureyev potesse essere raggiunto giustapponendo la sua infanzia e i suoi anni da studente con le settimane a Parigi, in modo da costruire diversi aspetti della sua personalità allineando questi tre tempi. Uno è l'infanzia, poi ci sono le settimane a Parigi, e gli anni universitari a Leningrado; sono tutti cronologici al loro interno. Non c'è nessun flashback in nessun periodo di tempo, e questi tre periodi portano al momento importante in aeroporto.

(Tradotto dall'inglese)

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