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Ben Stassen • Regista di Rex - Un cucciolo a palazzo

"Non appena annunciamo l'inizio della produzione di un nuovo progetto, lo vendiamo in 50 o 60 paesi"

di 

- Incontro con il produttore e regista Ben Stassen, pioniere del 3D, che lancia il suo nono lungometraggio, Rex - Un cucciolo a palazzo

Ben Stassen • Regista di Rex - Un cucciolo a palazzo
(© Cinevox)

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, nono lungometraggio d’animazione di Ben Stassen e degli studios nWave, per incontrare il regista e produttore che con la sua società rappresenta uno dei pochi concorrenti indipendenti agli studios d’animazione statunitensi, e che ripercorre con noi la sua success story. Belga lancia il film il 4 aprile in Belgio, Apollo il 10 aprile in Francia, Lionsgate lo distribuirà a inizio luglio nel Regno Unito.

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Cineuropa: Ci può presentare nWave, la sua società, in poche parole?
Ben Stassen:
È un mini-studio totalmente integrato: "fabbrichiamo" le immagini, ma assicuriamo anche lo sviluppo di progetti, la strategia marketing... Creiamo i nostri contenuti, il che è piuttosto unico. Ad esempio, in Belgio ci sono diversi studi d’animazione molto buoni, molti dei quali offrono servizi ad altri produttori. Noi siamo gli unici a bordo, sviluppiamo, produciamo, finanziamo e distribuiamo i nostri prodotti in tutto il mondo.

Il 3D è una nuova grammatica cinematografica, secondo lei?
Per me il 3D è la seconda grande rivoluzione del cinema, dopo il passaggio al sonoro. Il passaggio dal 2D al 3D ha avuto e ha ancora il potenziale per essere una rivoluzione. Ma perché ci sia una rivoluzione, bisogna mettere i mezzi al lavoro. E’ ciò che ho fatto con i nostri primi due lungometraggi, Fly Me to the Moon [+leggi anche:
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. Per quanto ne so, Fly Me to the Moon è l'unico film ad essere uscito solo in 3D. All'epoca era pazzesco, era prima di Avatar! Il 3D ha questo potenziale eccezionale perché possiamo imbarcare il pubblico in un'esperienza totalmente diversa. Purtroppo non ha attecchito, perché anche se le sale si sono attrezzate, nessun regista ha usato il 3D come un nuovo linguaggio, tranne Cuaron con Gravity mi sembra. Oggi tutto viene convertito in post-produzione, si aggiunge artificialmente un po’ di profondità, ma il pubblico si stanca. Continuiamo comunque a fare tutti i nostri film in 3D, perché ci sono ancora alcuni mercati importanti, come la Cina o la Russia. Rex - Un cucciolo a palazzo è appena uscito in Olanda, dove ha riscosso un successo fenomenale, 500.000 spettatori in un mese, di cui un terzo in 3D, che è enorme. In Belgio, faremo forse il 10 o il 15% delle entrate in 3D. In Francia, è meno del 10%. La gente non vuole pagare di più per guardare film in 2D e mezzo, o 2D e un quarto. Per me è una vera frustrazione, perché sono convinto che il 3D possa offrire un'altra esperienza. 

Qual è il vostro mercato?
Rimanendo ai grandi territori europei, non puoi fare profitto su un film che costa più di 10 milioni di euro. E non parlo nemmeno del Belgio, dove oltre a 2 milioni... Noi facciamo film da 20 milioni, quindi siamo "condannati" a venderli in tutto il mondo. Abbiamo una buona reputazione internazionale dopo nove lungometraggi e, non appena annunciamo l'inizio della produzione di un nuovo progetto, lo vendiamo in 50 o 60 paesi. È molto difficile per noi distribuire i nostri film sul mercato americano, che è molto protezionista, incatenato ai grandi studios, che lanciano tutti almeno due film d'animazione all'anno. Ora, ci sono poche finestre di uscita di film negli Stati Uniti. Ma questo svantaggio negli Stati Uniti è un vantaggio sulla scena internazionale, tutti i distributori indipendenti sanno bene che i film per famiglie sono molto redditizi. E tutti i film per famiglie di alto livello o quasi sono prodotti dagli studios americani, che distribuiscono i loro film da soli! Quindi i distributori indipendenti sono felici di poter trattare con produttori indipendenti, per avere prodotti di richiamo nel loro catalogo. 

Mirare al pubblico molto giovane è una strategia che paga?
E’ un posizionamento assunto sin dall'inizio. Volevamo puntare a un pubblico più giovane rispetto agli americani. Le loro mire sono molto ampie, per questo c'è uno spazio da prendere sul mercato dei 4/8 anni. I nostri concorrenti non sono le altre società europee che fanno animazione, è la Pixar! Avere questo marchio di fabbrica, "bambini ammessi", è un vantaggio. Detto questo, con Rex - Un cucciolo a palazzo è la prima volta che abbiamo una sceneggiatura che consente una doppia lettura. I cani parlano ai bambini, gli umani (specialmente la coppia reale o Donald Trump) ai più grandi. Spero che potremo conquistare ancora di più i genitori con questo film. All'inizio, i distributori volevano posizionare il film su un pubblico molto giovane, e piuttosto femminile. Ma quando hanno visto il feedback sul trailer lanciato da Lionsgate in autunno, che ha registrato 20 milioni di visualizzazioni su Facebook in due settimane, hanno visto che il pubblico era molto più ampio di quanto pensassero...

(Tradotto dal francese)

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