email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

CANNES 2019 Fuori concorso

Dexter Fletcher • Regista di Rocketman

"Il musical ha quel grande elemento che chiamo il momento 'essere o non essere'"

di 

- CANNES 2019: Abbiamo parlato con il regista britannico Dexter Fletcher dei dettagli di Rocketman, il suo biopic su Elton John

Dexter Fletcher  • Regista di Rocketman

Il regista britannico Dexter Fletcher è arrivato al Festival di Cannes per accompagnare il suo biopic su Elton John, Rocketman [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Dexter Fletcher
scheda film
]
, proiettato fuori concorso. Il regista, che l’anno scorso entrò in corsa per ultimare il biopic sui Queen Bohemian Rhapsody [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
, ci ha parlato del processo di portare il cantante britannico John sul grande schermo, in un film per il grande pubblico che sbarca nei cinema del Regno Unito questa settimana.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Cineuropa: Il filo conduttore del film è il rapporto tra Elton John e il suo autore, Bernie Taupin. Com'è stato proiettare il film per loro a Cannes?
Dexter Fletcher:
Il film tenta di essere emozionante e tocca alcuni sentimenti e momenti profondamente radicati nelle loro vite. Vedere quella reazione viscerale da parte di Elton e Bernie mi ha riportato subito indietro con loro. È stato bello essere parte di questo lungo viaggio per loro.

Elton era molto coinvolto nel film; le ha dato istruzioni o consigli su come voleva essere ritratto, e c'era qualcosa che non voleva inserire nel film?
Beh, non possiamo dirti cosa non voleva che facessimo nel film [ride]! In verità, è stato molto chiaro fin dall'inizio, fin da quando lessi per la prima volta la sceneggiatura e cominciai a discuterne con lui. Mise in chiaro che non voleva che fosse egocentrico. Non c'è nessun vantaggio per lui in questo, ed è sempre stato molto onesto su chi sia. Il film cerca di riflettere e di essere parte di questo. Penso che sia uno dei suoi grandi punti di forza, il fatto che non nasconda chi è, ed è per questo che è così pieno di questa sorta di joie de vivre.

È diventato un maestro nell'utilizzare la musica per raccontare storie di cantanti, dai Proclaimers ai Queen, e ora Elton John; come si è approcciato questa volta?
Hai davvero l'imbarazzo della scelta quando ti trovi di fronte a un musical e hai questo incredibile catalogo di canzoni e testi da esplorare ed espandere – e, inoltre, ti viene data la libertà di reinterpretare le canzoni come desideri. Ci immergiamo semplicemente, e ne siamo molto orgogliosi. Elton ci ha dato la sua benedizione, e la musica che usiamo non interferisce con il film; fa parte del film.

Quando usa "I'm Still Standing", il video è stato girato a Cannes, e lo mette nel film. Era destino che venisse proiettato qui?
Per me, il musical ha quel grande elemento che chiamo il momento "essere o non essere", quando i tuoi attori possono cantare e aprire i loro cuori e dirti cosa sta dicendo la loro voce interiore. È uno strumento incredibile di narrazione. Ecco perché l'opera ti emoziona così tanto, perché quando apri il tuo cuore, canta. Per me, non c'è nulla di più unificante nel cinema di quel momento in un film, perché la nota giusta combinata con l'immagine giusta ti fa venire i brividi lungo la schiena. È un'esperienza incredibile, ed è quello per cui andiamo al cinema.

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Leggi anche