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CANNES 2019 Quinzaine des Réalisateurs

Rebecca Zlotowski • Regista di Une fille facile

"È tempo che le donne riabbraccino gli stereotipi sexy e ci giochino con potenza e orgoglio"

di 

- CANNES 2019: Abbiamo incontrato Rebecca Zlotowski per parlare di Une fille facile, che gioca con stereotipi sessuali e giochi di potere tra uomini privilegiati e donne oggettivate

Rebecca Zlotowski  • Regista di Une fille facile
(© Shelby Duncan)

Nel suo quarto film, Une fille facile [+leggi anche:
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, proiettato alla Quinziaine des Réalisateurs di Cannes, Rebecca Zlotowski gioca con gli stereotipi sessuali e I giochi di potere tra uomini privilegiati e donne oggettivate, con l’aggiunta di qualche colpo di scena. L'accattivante personaggio del titolo è interpretato con grande abilità dalla celebre ex-scandaleuse Zahia Dehar. Dal nostro incontro con la regista, emerge che lei è in molti modi come il suo film, acuta e gioiosa.

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Cineuropa: Lei descrive Une fille facile come un film semplice su argomenti complessi. Può approfondire questo concetto?
Rebecca Zlotowski: Non mi faccia iniziare! Ci sono così tanti strati in questo film: ho voluto mostrare l'erotismo come un'arma e come una dichiarazione politica, e mostrare sia gli uomini che le donne nel modo giusto. In più, volevo fare un film che avrei voluto vedere. Ho fatto più cose simili a film complessi su idee semplici, ma ora volevo il contrario.

Anche il titolo apparentemente semplice, Une fille facile, suona complesso e aperto all'interpretazione. Qual è la sua?
Puoi prenderlo alla lettera: è una puttana. Lei sarebbe totalmente d'accordo con questo, che è interessante e moderno di per sé. E puoi anche chiedere a te stesso: "chi è la parte dominante qui?". È la ragazza con la sessualità aggressiva e l'abito quasi dipinto addosso, o l’uomo con lo yacht gigante che si gode le sue cene gourmet di fronte ai poveri? Volevo sollevare queste domande su cui tutti possono riflettere.

Aver ingaggiato Zahia Dehar è una scelta interessante e allo stesso tempo vistosa. Come è nata la collaborazione?
Avevo la storia nel mio cassetto da molto tempo, ma il film è diventato reale quando ho incontrato Zahia. In realtà, ha iniziato a seguirmi su Instagram, il che mi ha sorpreso e confuso: perché questa giovane donna con il suo aspetto e la sua reputazione si mette in contatto con una cineasta molto poco commerciale come me? Poi ho guardato i video che ha caricato, e sono stata assolutamente catturata dal suo mistero, curiosità, complessità e raffinatezza. Ha completamente smantellato il cliché della volgarità; sembrava che fosse uscita dritta da un film di Éric Rohmer. "Eccola: è il mio film!", esclamai.

In che modo ha influenzato la sceneggiatura?
In molti modi, dato che è al centro della costruzione del film e ha contribuito notevolmente a documentare il personaggio. Lo faccio con molti attori, prendo elementi dal loro passato: Léa Seydoux porterà con sé un po’ di Ridley Scott o di La vita di Adele [+leggi anche:
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, per esempio. È divertente giocare con questo. Zahia, ad esempio, mi ha detto di mangiare sempre prima di cenare con gli uomini. È diventata una scena divertente e molto interessante. Ha partecipato anche alla scelta dei costumi e alla direzione artistica.

Il film gioca più o meno umoristicamente con quel brutto animale chiamato lo sguardo maschile; il personaggio di Zahia è più che felice di incoraggiarlo. Come presa di posizione politica, qual è il suo punto di vista al riguardo?
Anche in questa era di #MeToo, preferisco usare come armi l'umorismo e il pensiero collettivo, piuttosto che la rabbia o la vergogna. Il sesso è un parco giochi al quale mi approccio con grande gioia. Ho raffigurato le scene sessuali nel modo in cui mi piacciono, il che vale sia per il bel sedere di Nuno Lopes che per il corpo voluttuoso della ragazza. Adoro le starlette sulla Croisette in posa sulla sabbia; adoro Bardot; adoro Claudia Cardinale; amo i film italiani degli anni '60. Penso che sia tempo che le donne riabbraccino gli stereotipi sexy e ci giochino con potenza e orgoglio. Le donne non devono "virilizzarsi" per cavarsela; personalmente, io ho smesso di farlo, e mi sento più libera.

Lo scenario di Cannes appare in modo interessante – una Cannes fuori stagione, oltretutto. Sembra che pochissimi film effettivamente si svolgano qui?
Ha perfettamente ragione: non ho mai visto Cannes così prima sullo schermo. Questo è esattamente il processo dietro una buona idea cinematografica: vedi un personaggio che senti di conoscere ma che non hai mai visto molto chiaramente prima. Ma c'era anche una ragione pratica: è uno dei pochi posti in Francia dove enormi barche possono attraccare di fronte ai ristoranti. Il sindaco sapeva di me, ed è stato facile accedervi, soprattutto perché nessuno ha mai girato qui. Brian De Palma lo fece in Femme Fatale, ma fu durante il festival. Il modo in cui lo abbiamo fatto noi è raro.

(Tradotto dall'inglese)

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