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NIFFF 2019

Anaïs Emery • Direttrice, Neuchâtel International Fantastic Film Festival

"In futuro, il cinema di genere continuerà ad essere un laboratorio di estetiche diverse"

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- Cineuropa ha incontrato la direttrice del Neuchâtel International Fantastic Film Festival, Anaïs Emery, per parlare della manifestazione e dello stato del cinema di genere

Anaïs Emery  • Direttrice, Neuchâtel International Fantastic Film Festival

In occasione del 19° Neuchâtel International Fantastic Film Festival, Cineuropa ha incontrato la direttrice della manifestazione, Anaïs Emery, per parlare dell'edizione di quest'anno e dello stato del cinema di genere in generale.

Cineuropa: Di cosa è particolarmente felice nel programma di quest'anno?
Anaïs Emery: È difficile da dire, ma direi la nostra competizione internazionale. Il nostro obiettivo era presentare un ampio panorama di quello che oggi può essere considerato il cinema fantastico. Sono abbastanza soddisfatta di ciò che siamo riusciti a costruire con la selezione finale di 16 film. Puntiamo sempre alla diversità – a volte raggiungi questo obiettivo, a volte no – ma penso davvero che questa volta ci siamo riusciti. C'è anche una grande inclusività e diversità nel profilo delle storie presentate, e in termini di cineasti e scrittori. Anche questo è molto importante per me.

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Cosa distingue Neuchâtel dagli altri festival di genere?
Innanzitutto, il concetto molto inclusivo di "fantastico", sia nella selezione dei film che nel team – è diretto da una donna, cosa non molto comune in questo settore. Siamo stati anche molto attivi nel mostrare materiale inclusivo in termini di LGBT e altre minoranze, diversità geografica e così via.

In secondo luogo, il programma è piccolo; non proiettiamo tanti film (159 quest'anno), ma siamo molto esigenti quando si tratta di film recenti, e miriamo sempre a tenere la porta aperta alla storia del cinema, cercando di abbracciare entrambi. Abbiamo un pubblico molto giovane – il 60% dei nostri spettatori ha meno di 30 anni – quindi il passato è importante per noi.

Siamo anche veramente aperti a discutere del futuro del settore audiovisivo. Quest'anno abbiamo una serie di conferenze che ritengo davvero diverse. Sono orientate all'industria ma più collegate alla parte del settore che è rimasta davvero fuori dai riflettori. Inoltre, non è un grande evento industry in termini di numeri, ma preferiamo tenerlo per le persone che probabilmente lavoreranno insieme in futuro.

Cosa crede che riservi il futuro per il suo festival e per il cinema di genere in generale?
Penso che il genere sia in una posizione interessante, in termini di dinamica della produzione cinematografica internazionale, e anche nel campo dei media connessi. Penso che in futuro il cinema di genere continuerà a essere un laboratorio di estetiche diverse. Vedo anche che raggiunge ogni singolo angolo della produzione. La discussione su ciò che è considerato "fantastico" continuerà. Molti stereotipi sul genere continueranno a persistere, ma noi ne affronteremo molti.

(Tradotto dall'inglese)

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