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VENEZIA 2019 Fuori concorso

Francesca Archibugi • Regista di Vivere

“Dove c’è conflitto familiare, c’è narrazione”

di 

- VENEZIA 2019: Abbiamo intervistato la regista Francesca Archibugi per porre alcune domande sul suo film Vivere, proiettato fuori concorso

Francesca Archibugi  • Regista di Vivere
(© Andrea Miconi)

Francesca Archibugi ha presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia il suo nuovo lungometraggio, intitolato Vivere [+leggi anche:
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trailer
intervista: Francesca Archibugi
scheda film
]
. Il film, previsto in uscita nelle sale italiane il 26 settembre, è una produzione firmata da Lotus Production e Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment. Nel cast, fra i ruoli principali, figurano Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Marcello Fonte, Massimo Ghini, Róisín O'Donovan ed Enrico Montesano. Abbiamo posto alla regista – anche sceneggiatrice del film insieme a Francesco Piccolo e Paolo Virzì – alcune domande sulle tematiche del film ed alcune scelte di casting.

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Cineuropa: Il film racconta le intricate vicende di una famiglia disfunzionale, un tema frequentemente esplorato nel cinema italiano contemporaneo. Quali sono i tratti distintivi più forti degli Attorre?
Francesca Archibugi:
Chaplin diceva che i matrimoni felici esistono, ma al cinema sono noiosissimi. Dove c’è conflitto familiare, c’è narrazione: nel cinema, nella letteratura, da sempre, non solo nel cinema italiano. Anna Karenina è una famiglia disfunzionale, come Pastorale Americana di Philip Roth, Le correzioni di Jonathan Franzen e Normal People di Sally Rooney. E mi fermo qui! Poi si sviluppano le storie, sempre diverse, fra i personaggi, ma il motore è la difficoltà di stare insieme alle persone che ti sono più vicine. La famiglia Attorre sta affogando: i soldi, l’asma della figlia, sentirsi sconfitti nel lavoro, non essere più giovanissimi, la casa incrinata ma che sta ancora in piedi... L’arrivo di Mary Ann, la ragazza straniera, allarga la crepa.

Il bizzarro vicino di casa è interpretato da Marcello Fonte. Che cosa l'ha spinta a scegliere Fonte per il ruolo?
Marcello ha un colore unico, come attore, un misto di dolcezza e inquietudine che serviva al personaggio del vicino perito industriale, ometto ordinato ma misterioso. Volevo che non si capisse fino alla fine chi era e cosa volesse da loro.

La giovane Róisín O'Donovan, invece, interpreta Mary Ann, la ragazza alla pari irlandese di casa Attorre. Che tipo di qualità attoriali ha cercato per questa parte? Com'è stato lavorare con lei sul set?
Già dai primi provini mi è sembrato evidente che Róisín avesse un grande talento, una tipicità fisica che mi portava l’Irlanda sul set, e anche grandissima tecnica. È laureata alla Lir Academy di Dublino, che ha formato tanti grandi attori. Prima delle riprese, abbiamo lavorato per mesi con una dialogue coach, in modo che potesse entrare a fondo nel testo e sentirsi anche libera di improvvisare, non recitando battute imparate a memoria. È stato un grande impegno per lei: difficile ma esaltante.

Nuovi progetti in vista? Vorrebbe esplorare ancora il tema della famiglia disfunzionale in futuro?
Sto scrivendo. Nel mio prossimo film sto immaginando una famiglia non di sangue che si va costruendo dopo un avvenimento terribile. Diciamo che disfunzionale è la vita stessa, anche se poi nelle difficoltà c’è sempre bisogno di leggerezza e vivere si porta dietro un umorismo involontario.

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